18 ottobre 2009

Rinnovo "locali"

La conservazione dei centri cittadini, frutto e testimonianza della stratificazione storica che ha reso i centri urbani del bel paese ed europei degli autentici gioielli, è un attività necessaria che consiste nella manutenzione programmata, ordinaria e straordinaria, di edifici e luoghi pubblici, con il fine di allungare il ciclo di vita del manufatto edilizio.
Nei casi più onerosi, normalmente di manutenzione straordinaria, dove sia necessario intervenire sulla struttura o su parti di essa, il costo delle operazioni di risanamento possono risultare così elevate da porne in dubbio la convenienza.

Una soluzione ancora poco utilizzata in Italia e sufficientemente rispettosa del contesto, è utilizzata con successo in Spagna e permette di mantenere l'aspetto dell' edificio o della singola facciata, permettendo la conservazione del tessuto urbano.
L'intervento nella sua prima fase consta della costruzione di una struttura esterna all'edificio provvista di fondazioni poggianti sul piano stradale, alla quale viene ancorata la facciata mediante un sistema di travi e tiranti, a formare una solida imbragatura.

La seconda fase prevede lo "svuotamento" dell'edificio: a partire dalla copertura si demoliscono i solai fino alle fondazioni che, dove possibile, verranno consolidate e riutilizzate nella struttura che sostituirà quella appena tolta.

Nella fase conclusiva si realizza la nuova struttura, alla quale si solidarizzerà, per mezzo di ancoraggi invisibili o dal minimo impatto visivo, la facciata restaurata e all'occorrenza rinforzata.

La soluzione è applicabile nella quasi totalità delle tipologie di facciata e permette di rispettare la testimonianza racchiusa nei tessuti urbani della città antica, rinnovando il parco edilizio esistente e raggiungendo gli standard antisismici.

Un aspetto da non sottovalutare, anzi di estrema attualità vista la situazione di accrescimento delle città, che invece di rivalutare spazi dismessi è ancora orientata verso asettiche nuove centralità pianificate attorno a dei precisi fini di bilancio.

Una politica di espansione urbana, quella policentrica, che ha un riscontro positivo ma che dovrebbe essere considerata in secondo luogo, lasciando spazio alla riqualificazione funzionale e rispettosa degli spazi dismessi, di cui sono disseminati i nostri municipi storici.


13 settembre 2009

GPark - BluePlanet



Il GPark - BluePlanet è il primo edificio al mondo ad avere ricevuto la valutazione "outstanding" (letteralmente: eccezionale) da parte del Building Research Establishment Enviromental Assessment Method (BREEAM).

Questo particolare edificio fa parte di un progetto della Gazeley, operatore di livello mondiale nello sviluppo di immobili eco-sostenibili, che ha realizzato a partire dal 1987 diversi parchi e piattaforme logistiche in tutto il mondo.

Si tratta di un magazzino per la logistica situato nella Chatterley Valley, Staffordshire (UK).
Gli accorgimenti costruttivi adottati nel campo del risparmio idrico-energetico e dall'abbattimento delle emissioni di gas serra lo rendono un vero gioiello (se non un punto di riferimento) all'interno del panorama della sostenibilità architettonica.

Secondo il sistema BREEAM ogni edificio viene classificato secondo una serie di indici che quantificano l'efficacia dei sistemi costruttivi, adottati in termini di:

-Gestione e Manutenzione
-Salute e Benessere
-Energia e Trasporti
-Consumi Idrici
-Impatto Ambientale dei materiali utilizzati
-Utilizzo del Terreno
-Inquinamento prodotto

L'intervento, che ha ottenuto una classificazione complessiva di 85/100, copre una superficie di 35.500 m² suddivisa in magazzini ed uffici; non utilizza sistemi particolarmente innovativi ma raggiunge tuttavia questo standard così elevato grazie ad un corretto utilizzo delle tecnologie per il risparmio energetico: osserviamolo più da vicino.

L’intero edificio è alimentato da un impianto a biomasse per fornire riscaldamento ed elettricità. In aggiunta, sistemi fotovoltaici sono installati su una parte del tetto; delle piastre elettro-cinetiche collocate sotto le strade del complesso catturano e trasformano l’energia dei veicoli che vi passano sopra, ricavandone elettricità.

Gli ambienti interni del complesso presentano un fattore medio di luce naturale piuttosto elevato,che permette di risparmiare sul consumo energetico. E' presente inoltre un sistema di raccolta dell' acqua piovana installato sul tetto, che la riutilizza per i WC e per le installazioni dopo averla filtrata. Il resto viene deviato in stagni creati artificialmente, che favoriscono la biodiversità.

I materiali utilizzati nella costruzione sono valutati A o A +, e tutto il legname è certificato FSC. Le finiture interne presentano livelli molto bassi di sostanze organiche volatili,interferendo positivamente sul benessere degli occupanti.

I rifiuti prodotti dalle attività del magazzino sono monitorati, suddivisi e interamente riciclati.

Tutto ciò ha permesso la riduzione delle emissioni di CO2(il principale tra i gas responsabili dell'effetto serra) del 100%, certificata con due documenti: uno per il blocco degli uffici e uno per la parte dedicata a storage.
Dal punto di vista dell'integrazione con l'ambiente, si è cercato di ricreare e includere nelle aree verdi del complesso quegli habitat che sono propri della natura circostante.

La traduzione di questo gesto di infinito rispetto nei confronti del pianeta sul quale viviamo
si traduce, volendo parlare dei numeri che contano fin troppo ultimamente, in un risparmio netto di 300.000£ (331.530 €) nei costi annuali di gestione del congiunto.

Un'altra ragione tutt'altro che trascurabile, ci porta a concludere che il raggiungimento di questi standard costruttivi è auspicabile anche a fronte di costi iniziali piu alti, risultando un ottimo investimento che con il tempo non riduce, anzi incrementa(visto l'andamento delle bollette), i suoi frutti.

L'obiettivo è l'autogestione energetica, l'architettura è la risposta che permette di raggiungerlo passo dopo passo.


  • Per approfondire:


01 agosto 2009

Barcellona - Parco Diagonal del mar


In un ex distretto industriale oggetto di una veloce trasformazione urbana,
situato in prossimità dell'incontro tra la Avinguida Diagonal e il mare,
il parco Diagonal del Mar è stato concepito dagli architetti Enrique Miralles
e Benedetta Tagliabue come il grande giardino di una casa:
nel suo perimetro sono integrati diversi grandi edifici, che formano
un sistema urbano dotato di residenze, uffici, attività commerciali,
alberghi, un centro congressi.

Suddiviso in sei zone, è il 3° parco della città per estensione coprendo
una superficie di 14 ettari ed è è strutturato secondo una serie
di percorsi che, come fossero i rami di un albero che nasce dal mare,
si ramificano in tutte le direzioni.

Il sentiero principale, il "tronco", costeggia a tratti il lago artificiale strutturando
delle piazzette pavimentate con diverse tonalità chiare di gres ceramico
e popolate di sedute, fontane, grandi vasi dal rivestimento smaltato multicolore
e dalle forme che ricordano le curve organiche di Gaudì.

Il connubio tra questi elementi e la natura circostante racchiude l'essenza
di un luogo destinato ad una fruizione statica quanto dinamica,
che può essere vissuto leggendo un libro come andando in bicicletta.

Conformato in modo da relazionare la Avinguida Diagonal con il mare,
il collegamento è assicurato tramite un ponte pedonale sospeso sull'acqua
che svolge un ruolo chiave nei flussi favorendo l'interazione con la città:
è forte la sensazione di trovarsi in un luogo di connessione, transizione
ma anche di stasi e ricreazione.

L'intervento, completato nel 2002, ha assunto la funzione
di "cucitura urbana" cogliendo l'occasione, all'interno del progetto del Forum 2004,
di rivitalizzare una parte in decadenza delle infastrutture cittadine.

Internazionalmente plaudito e riconosciuto, il progetto costato 36 milioni di euro
offre notevoli scorci visuali, una piacevole atmosfera ludica unita ad clima fresco
generato da fontane nebulizzatrici dalle forme suggestive e dinamiche:
costituite di strutture tubolari di acciaio si snodano dolcemente intricandosi
nello spazio, accompagnando il visitatore lungo il cammino e ricoprendo
un ruolo di protagonista nella percezione dello scenario surreale del parco.




Per saperne di più:

28 luglio 2009

Accesso negato

Accessibilità. Magnifica parola, collante della contemporaneità. Un termine che sostituisce il possesso. Quello che non è accessibile, semplicemente non esiste. Il termine ha poi una valenza del tutto particolare sul web, con leggi e standard da rispettare.

Alle volte l'accessibilità viene meno. Come nel caso della domanda per partecipare al concorso per i dottorati di ricerca della Sapienza, da effettuare attraverso il servizio InfoStud. Peccato che il form da compilare per poter pagare la tassa di partecipazione funzioni solo sotto Explorer... niente Firefox, niente Safari, Chrome... niente Linux o Mac Os X. Solo Explorer. Altrimenti, ciccia.





Per approfondire:

21 luglio 2009

L'editoria universitaria via Scribd

L'editoria universitaria, tra il perire e l'evolversi, sceglie di tanto in tanto quest'ultima strada. Almeno per quanto riguarda il caso di Harvard, del MIT e della New York University. Esempio pratico: Harvard ha da poco iniziato a pubblicare i propri testi attraverso il social network Scribd, uno dei tanti luoghi su Internet luogo di aggregazione e condivisione per documenti di ogni genere e natura.
Le pubblicazioni possono essere sia gratuite che a pagamento. In tal caso appare la chiara etichetta Buy Now. Possiamo visionare un'anteprima, esprimere un voto o un giudizio, promuoverle sul proprio blog attraverso un widget.

Ma quali sono i vantaggi per una facoltà nell'utilizzare questi mezzi di diffusione "alternativi"?

  • innanzitutto, l'accessibilità. Ciò che non è facilmente accessibile, non esiste. Il documento è li, disponibile per tutti, controllabile prima dell'acquisto, ordinabile sia in PDF che in formato cartaceo
  • la pubblicità. E' facile diffondere attraverso il web i libri prodotti, sfruttando strutture già esistenti ed a basso costo... da Facebook ai blog tematici
  • la facilità d'uso. Il materiale base esiste già e non costa produrlo... è il PDF. Basta esportare, uploadare e via.

Come esempio pratico, ecco una breve relazione sull'esperienza degli Archigram, via Scribd:




Per approfondire:

14 luglio 2009

Pixel Bejing

Pechino, Běijīng, 北京. Dopo le ultime sfarzose Olimpiadi, della capitale cinese sappiamo quasi tutto. Speciali televisivi, dossier su riviste di architettura, libri, conferenze. Tutte le opere delle Archistar, riprese da qualunque angolazione... spettacolari e spericolate.





Le ritroviamo tutte di nuovo - assieme agli altri edifici che compongono la megalopoli - su edushi.com, una sorta di Google Maps cinese, dove le città sono tridimensionalizzate con le modalità della pixel art. In definitiva, sembra di giocare a Sim City, con tanto di gru nelle zone in fase di costruzione. Oltre al centro di Pechino (molte sono le aree ancora non realizzate) abbiamo a disposizione le mappe di altre 41 città: Shanghai, Hong Kong, ... e via elencando.


Per approfondire:

13 luglio 2009

Del lavoro intellettuale


Come vivere?

...io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c'è maggior soddisfazione di un lavoro ben fatto. Un lavoro ben fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall'uomo che non si prefigge solo il guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l'uomo.

Io coltivo l'orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quando ho finito un buon racconto. E allora dico anche questo: ...un lavoro manuale quando non è ripetitivo... è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo. E' così anche per un bravo falegname, un bravo artigiano, un bravo scalpellino, un bravo contadino. E oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: "Voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca, perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino". E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali.




Viceversa: le memorabili esternazioni intellettuali di F.


Estratto dalle pagine di Mario Rigoni Stern. Dialoghi, un'intervista con Marco Paolini, ed. Fandango Libri, 2006, pp. 48-49

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Per approfondire: