
Durante la stagione dell'ultimo Giubileo la febbre realizzativa coinvolse anche le zone periferiche della città, seppure in misura molto minore e senza coinvolgere quelle firme "sexy" (fatta debita eccezione per la chiesa di Tor Tre Teste realizzata da R. Meier) adottate nelle zone più visibili.

Nel quartiere di Tor Pignattara, lungo l'asse dell'Acquedotto Alessandrino, venne realizzato proprio in quegli anni un intervento di riqualificazione urbana, progettato da Giacomo Gajano Saffi (capogruppo) e da Fabrizio Bastoni, Giulio Carapacchio e Federico Pastorelli.

L'intervento prevedeva la realizzazione di una bocciofila e di un'area attrezzata per bambini, la riorganizzazione dell'area abbandonata lungo i ruderi dell'acquedotto e la riorganizzazione degli spazi di sosta. In conclusione un piccolo intervento per una città grande come Roma, impegnata in quegli anni nei concorsi internazionali e nella realizzazione dell'Auditorium, ma un importante segno per quelle periferie da sempre abbandonate al loro destino.

Il progetto realizzato è semplice, pulito, presenta soluzioni interessanti.

A distanza di circa cinque anni dalla realizzazione, il parco è stato ridotto, da atti di vandalismo gratuito e dall'incuria del Comune e della Comunità, in pessime condizioni. Durante la settimana è un territorio adibito al pascolo dei cani e dei pusher, mentre solo la domenica le famiglie osano aggirarsi tra i vecchi e i nuovi "ruderi". Un intervento che rappresentava un'occasione di rilancio per un'ex-borgata è durata il tempo di apparire sulle riviste patinate.

Le "banlieues" romane sono quartieri che hanno estremi problemi sociali, ulteriomente peggiorati negli ultimi anni fino come nel tornare alle immagini del film di Scola "Brutti, sporchi e cattivi". In tale contesto non si può sperare di risolvere la situazione con interventi singoli e isolati nel tempo quando tutte le normali basi di urbanizzazione mancano: illuminazione, marciapiedi, posti di polizia, fognature funzionanti, biblioteche comunali...
Una volta realizzata un'opera importante, come il parco, questa deve essere custodita, manutentata, valorizzata dall'attività dei cittadini volenterosi, in collaborazione con le scuole e i municipi locali. Il progetto, fin dal suo nascere, deve essere "partecipato": gli stessi cittadini devono esserne coinvolti attivamente.
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Nel quartiere di Tor Pignattara, lungo l'asse dell'Acquedotto Alessandrino, venne realizzato proprio in quegli anni un intervento di riqualificazione urbana, progettato da Giacomo Gajano Saffi (capogruppo) e da Fabrizio Bastoni, Giulio Carapacchio e Federico Pastorelli.

L'intervento prevedeva la realizzazione di una bocciofila e di un'area attrezzata per bambini, la riorganizzazione dell'area abbandonata lungo i ruderi dell'acquedotto e la riorganizzazione degli spazi di sosta. In conclusione un piccolo intervento per una città grande come Roma, impegnata in quegli anni nei concorsi internazionali e nella realizzazione dell'Auditorium, ma un importante segno per quelle periferie da sempre abbandonate al loro destino.

Il progetto realizzato è semplice, pulito, presenta soluzioni interessanti.

A distanza di circa cinque anni dalla realizzazione, il parco è stato ridotto, da atti di vandalismo gratuito e dall'incuria del Comune e della Comunità, in pessime condizioni. Durante la settimana è un territorio adibito al pascolo dei cani e dei pusher, mentre solo la domenica le famiglie osano aggirarsi tra i vecchi e i nuovi "ruderi". Un intervento che rappresentava un'occasione di rilancio per un'ex-borgata è durata il tempo di apparire sulle riviste patinate.

Le "banlieues" romane sono quartieri che hanno estremi problemi sociali, ulteriomente peggiorati negli ultimi anni fino come nel tornare alle immagini del film di Scola "Brutti, sporchi e cattivi". In tale contesto non si può sperare di risolvere la situazione con interventi singoli e isolati nel tempo quando tutte le normali basi di urbanizzazione mancano: illuminazione, marciapiedi, posti di polizia, fognature funzionanti, biblioteche comunali...
Una volta realizzata un'opera importante, come il parco, questa deve essere custodita, manutentata, valorizzata dall'attività dei cittadini volenterosi, in collaborazione con le scuole e i municipi locali. Il progetto, fin dal suo nascere, deve essere "partecipato": gli stessi cittadini devono esserne coinvolti attivamente.
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2 commenti:
non sono riuscita a trovare la galleria fotografica completa, potresti aggiornare il link?
Grazie!
...come tu affermi e' dura ma noi residenti stiamo cercando di attivarci
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