
Oggi ci spostiamo nella piccola e incantevole città di Bruges, nel Belgio, conosciuta ai più per i suoi incantevoli e pittoreschi angoli, per le torme di turisti che distruggono tali incantevoli angoli (facendo però la felicità dei "mercatanti" cittadini), per la statua meno famosa e meno pregiata di Michelangelo Buonarroti - ospitata nella chiesa di Nostra Signora - , per i costosi merletti/souvenir e, dal 2002, perché ospita un padiglione di Toyo Ito.

Il padiglione, di contenute dimensioni, è situato davanti al Burg, una sorta d'acropoli fiamminga. La sua presenza non è molto notata dai numerosi visitatori della città, forse perché isolato dal suo specchio ovale d'acqua sporca. La sua funzione è misteriosa: troppo piccolo per ospitare qualunque attività, troppo aperto alle correnti d'aria per essere un rifugio per i clochard. Rimane una scultura di una grande firma dell'architettura mondiale, a basso prezzo e con minimo ingombro, utile per apparire sulle riviste di mezzo mondo.

Al di fuori dell'ironia, il padiglione ha un'interessante "skin": la filigrana a celle d'alveare riprende i famosi merletti di Bruges e consente una permeabilità visuale dipendente dal movimento e dalla posizione del visitatore. I "fiori di loto", cioè gli ovali che lo tappezzano, contribuiscono all'irrigidimento della struttura metallica. Quello che importa qui è lo sviluppo del progetto, fatto con maquettes e taglia e incolla. Libri e riviste:
Marc Dubois, Una piccola fantasia, Casabella 705, novembre 2002, p.46
AA.VV., Toyo Ito - istruzioni per l'uso, Postmedia Books, Milano 2004; p. 22
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