Il sito professionearchitetto.it fornisce degli spazi blog a diversi studenti o giovani architetti. Tra questi, ve ne voglio segnalare due. Il primo, che presento in questo post, è nato da poco, un paio di mesi, e si intitola Lavoro...ultima frontiera. Ribadendo una probabile passione quanto latente per Star Trek, il sottotitolo è:
In particolare, vorrei consigliare la lettura dei suoi post soprattutto alle giovani matricole: pensavate forse che il caos, la disorganizzazione e l'incompetenza avessero toccato l'apice nella vostra facoltà? Invece no! Purtroppo la vita dell'architetto (o del presunto tale) non è quella che si vede nelle pubblicità del dentifricio o delle merendine (sul tema leggetevi questo post di architettisenzatetto.net)
Qui sotto, riporto un piccolo brano che ha per protagonista la matita e come scenario l'incontro tra il giovane architetto e il committente che vuole ri-arredare casa (link al post completo):
Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone.Il tema del blog è infatti il lavoro. Da architetto. O quasi. Stage gratuiti, tirocini regalati e assunzioni con la partita IVA. Che potete desiderare di più dopo la vostra sofferta laurea? Una ghigliottina? Ma no... (mica siete dei monarchi francesi). Simone ci racconta le sue avventure tragicomiche attraverso una scrittura scorrevole e una buona dose di umorismo. Il risultato è una mezza via tra Dilbert & Dogbert e Fantozzi (in senso buono).
La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima.
In particolare, vorrei consigliare la lettura dei suoi post soprattutto alle giovani matricole: pensavate forse che il caos, la disorganizzazione e l'incompetenza avessero toccato l'apice nella vostra facoltà? Invece no! Purtroppo la vita dell'architetto (o del presunto tale) non è quella che si vede nelle pubblicità del dentifricio o delle merendine (sul tema leggetevi questo post di architettisenzatetto.net)
Qui sotto, riporto un piccolo brano che ha per protagonista la matita e come scenario l'incontro tra il giovane architetto e il committente che vuole ri-arredare casa (link al post completo):
...
Ma improvvisamente... "Ok, tagliamo corto. L'idea è questa. E qui possiamo concludere dicendo che..."
E qui accade l'irreparabile. Voi avete in pugno la vostra matita. Non è una qualunque. E' la VOSTRA matita.
Avete 3 processi in corso per crimini contro l'umanità... e tutto per come vi siete procurati quella matita.
Avete ancora in mente la madre singhiozzante di quel collega universitario che avete ucciso in quel negozio perchè la voleva anche lui e QUELLA era l'ultima e ripeteva "Non lo perdono, non lo perdono!".
Voi che per quella matita avete risparmiato i soldi vendendo 2 reni... di cui solo UNO VOSTRO...
E LUI COSA FA? Vi prende la matita di mano!
Ora, io non sono possessivo... è solo un oggetto. MA TU NON HAI UNA MATITA IN CASA? E non puoi fare a meno di impugnarla come l'assassino di Hitchcock nella famosa scena della doccia?
Dovete sapere che tra architetto e matita c'è un rapporto che va oltre il legalmente e moralmente ammissibile. Stiamo parlando di vero feticismo.
Buona lettura!





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