31 gennaio 2006

About Architettura in Progress

Salve a tutti! Sono Marco, studente in architettura agli infiniti ultimi passi - come amo purtroppo definirmi - e curo il blog che state leggendo, Architettura in Progress.

Ma a cosa serve un altro, ennesimo, blog?

L'obiettivo di AiP è di aiutare gli studenti di architettura. Punto.
Aiutarli significa fornire loro informazioni utili, che possano velocizzare o rendere più semplice la loro vita di studente nel caos delle facoltà italiane. Quindi, far conoscere loro risorse, software, siti web, eventi, concorsi ed architetture. AiP non vuole per nulla essere un blog di critica architettonica. Di quelli ce ne sono già tanti e soprattutto curati da persone molto più adatte di me.

Perché il nome Architettura in Progress?
Il mio primo blog in assoluto si chiamava Works in Progress. Erano i miei personali lavori o pensieri in corso. Successivamente, lo ribattezzai Japan in Progress: volevo infatti parlare unicamente dell'architettura giapponese. Fu un periodo interessante che in parte è confluito in questo blog. Nel frattempo, nel mio delirio di onnipotenza, era anche nato Polis in Progress, sulla città.
Ora rimane solo AiP. Tutti questi nomi hanno in comune il Progress, per ricordare che l'unica costante del web - e in qualche modo della nostra società contemporanea - è la variabile.

alcune informazioni su Architettura in Progress:

AiP nasce nel novembre 2005 per accompagnare Japan in Progress, un blog sul Giappone e sulla sua architettura. JiP è in chiusura e rimane attivo AiP, che ha mantenuto il forte interesse verso il paese orientale.

AiP è un blog scritto, organizzato e tenuto per passione.
Le immagini contenute su AiP sono il più delle volte provenienti dalla raccolta delle mie fotografie personali. Altre immagini, specie se riferite a siti esterni, provengono logicamente dal web. Se per necessità ho inserito immagini o scansioni tratte da libri o da altre opere, queste sono state dove possibile citate come fonti originali.

AiP è coperto da una licenza Creative Commons. Potete diffondere il materiale liberamente purché citandone la fonte. Potete leggere la licenza completa qui. Potete anche leggerne le statistiche su 0stats.com.



Dimenticavo! Il simbolo di AiP, lo Smoking Pig, è un piccolo e caratteristico portazampirone nipponico, acquistato nell'estate del 2005 a Tokyo.Purtroppo, il caratteristico fumo non sempre esce dalla bocca... preferisce usare parti meno nobili: ed è per questo motivo che il fumo che vedete è tristemente fatto in photoshop...



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30 gennaio 2006

risorse utili: le "figurine" di omini.net



omini.net è un progetto di condivisione di risorse per l'architettura. Per meglio dire, raccoglie e condivide gli omini, i pupazzetti, le personcine da poter inserire nei progetti.
Tutti gli "omini", circa un centinaio, sono scaricabili liberamente, in formato PNG zippato, suddivisi per categoria: standing, walking, sitting, playing, interacting, e relaxing. Una piccola sezione, dreams of the past, ricorda con delle immagini un po' piccole, gli ambienti disegnati da Quaroni, Archigram e altri.

Al riguardo ecco un articolo apparso su Arch'it di MaO [un grazie per la segnalazione a Amir ]

p.s.: il sito è ora accessibile su http://www.ma0.it/omini/

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29 gennaio 2006

risorse utili: raiclicktv.it - Lezioni di design


Un'altra perla della produzione Rai inerente l'architettura, il design e tutto quanto, è la trasmissione "Lezioni di design: stili, tendenze e storia del design in Italia" condotta da Ugo Gregoretti e sempre disponibile sull'archivio web della Rai: www.raiclicktv.it


Questa volta le puntate sono ben 15 e parlano di diversi argomenti, tutti inerenti il mondo del design, che giocoforza sfiora o comprende quello dell'architettura.





Indice delle puntate su Raiclicktv.it (la durata delle puntate è di circa 40 min. ciascuna)

Il mestiere di designer - Chi è il designer, quali caratteristiche deve possedere e cosa fare per diventarlo. Commenti e suggerimenti dai professionisti del settore

Il trionfo dell'italian design - La fase degli entusiasmi e delle sperimentazioni del design italiano, ha il suo culmine negli anni Settanta, con una enorme produzione di oggetti di consumo, in cui il confine tra valore progettuale ed estetico diventa sempre meno definito.

Le nuove frontiere del design - Designer e critici d'arte a confronto sulle nuove applicazioni, gli scambi e la contaminazione tra design e moda, industria e comunicazione.

Il design bandiera del made in italy - Il premio compasso d'oro, da oltre 40 anni il riconoscimento internazionale più ambito nel campo del design

Il museo del design - I più prestigiosi designer italiani si confrontano sull'idea di un museo del design in Italia

Evoluzione dell'abitare - La casa evolutiva, progressivamente modificabile, e i suoi arredi. Tavola rotonda su stili e oggetti del quotidiano

Il razionalismo in italia - Ospite Ornella Selvafolta. L'intervista impossibile è con Giò Ponti

L'age d'or - Ospiti Vico Magistretti, Mario Bellini,Alessandro Mendini, Donato D'Urbino e Paolo Lomazzi


Dall'arredamento al design: Gio Ponti - Uno dei suoi slogan preferiti era "la qualità della produzione industriale". Puntata dedicata al progettista milanese Gio Ponti. Ospite Lisa Ponti, intervista impossibile con Giuseppe Maggiolini.

"...nell'architettura, il committente è il padre e l'architetto è la madre. Si può dire che questo matrimonio ha funzionato benissimo è ha avuto un figlio unico, fino ad adesso, diciamo di una certa riuscita [il grattacielo Pirelli, 1956]."

L'industria senza il design - Il disegno industriale dall'inizio del Novecento ad oggi. E il rapporto tra design e ritualità quotidiane. Ospite l'architetto Franco Raggi

Innovazione tecnologica nelle abitazioni - Le grandi aziende e il design negli anni della ricostruzione edilizia del dopo guerra: Rex-Zanussi, BTicino, Olivari e Feal. Ospite Angelo Mangiarotti

L'invenzione della radio - La storia dell'evoluzione tecnica e formale della radio. Ospite Ennio Brion

Mitologia dello scooter: I due storici scooter come feticcio e come simbolo di libertà di movimento. Interviene il semiologo Ugo Volli. L'intervista impossibile è con l'inventore della vespa, Corradino D'Ascanio.

Carlo Mollino, un caso unico - Le forme sensuali e aerodinamiche di Carlo Mollino. In studio l'architetto Giovanni Brino. L'intervista impossibile è con Gaudì

La nascita del mobile italiano - La nascita e la rinascita del design in Italia, dagli anni Cinquanta ad oggi. L'intervista impossibile è con Franco Albini

28 gennaio 2006

risorse utili: testi sull'architettura giapponese e cinese - Lapex


E' possibile trovare due ricche bibliografie sull'architettura giapponese e cinese, corredate di fotografie e di indici, sul sito del Lapex, Laboratorio di Progettazione per i Paesi Extraeuropei, una sotto-unità del Dipartimento di Progettazione Architettonica, Urbana, ecc. ecc. perso nel dedalo dipartimentale di Vallegiulia. Il sito non sembra essere più aggiornato dal 2003... è un vero peccato che le pubblicazioni sviluppate in questo laboratorio siano probabilmente ad ammuffire in biblioteca invece di essere disponibili direttamente sulla rete in formato elettronico.

Per adesso, non fidandomi molto delle capacità informatiche dell'università, mi sono salvato gli elenchi in formato pdf... un domani potrebbero tornare utili, sia a me a che ad altre persone.

risorse utili: raiclick.it - io e... Fellini e L'Eur


Una volta, quando la Rai faceva la televisione, erano realizzate molte trasmissioni, sia di breve che di lunga durata, che parlavano d'arte, d'architettura, della città.

Ora non vale molto la pena accendere "l'arma finale del dottor Goebbels" (Bonvi, ci manchi!). La comunicazione di qualità si è spostata su altri canali. Su raiclick.it sono archiviate (guardabili in streaming) trasmissioni molto interessanti, perlopiù sconosciute alla generazione X. Tra queste "Io e...": un programma curato da Anna Zanoli - circa 8 min di durata per 6 episodi - , dove Fellini, Gassman, Pasolini ed altri parlano di un'architettura da loro scelta e raccontando al pubblico il loro personale punto di vista.


Sotto, ho trascritto una parte del dialogo di Fellini sul quartiere dell'Eur, un quartiere che in questi ultimi anni sta cambiando radicalmente aspetto, pur mantendendo, in alcune parti nascoste, quel suo tipico aspetto da "casa delle statue".


" io ho scelto un quartiere, non ho scelto un'opera d'arte... perché ho scelto l'Eur? In effetti questo è un quartiere che mi piace moltissimo. Non so perché mi piaccia tanto. Ci sono parecchie ragioni, probabilmente. Forse la più ovvia è per quel tanto di opera d'arte realizzata, di atmosfera artistica espressa, quel senso di metafico, così... E' fin troppo ovvio ricordare la pittura metafisica di De Chirico... Ma l'Eur ti restituisce questa leggerezza, come d'abitare in una dimensione di un quadro, quindi c'ha una carica, un'atmosfera liberatoria, in quanto in un quadro, non esistono leggi, se non quelle estetiche. Mon esistono rapporti se non quelli con la solitudine o soltanto con le cose. "



" ... per tutta questa serie di motivi, che adesso non starei più a ricordare, è un quartiere che mi piace, mi piace al punto tale che abito a Piazza del Popolo... Ma è naturale che sia così, non si può poi stare con le cose che piacciono; le cose che piacciono si devono soltanto desiderare, fantasticare, aspettarle... "




Elenco delle puntate disponibili:

- Fellini e... l'Eur
- Floris Ammannati e il Teatro La Fenice
- Gassman e il Palazzo dello Sport
- Parise e Piazza San Marco
- Pasolini e la forma della città
- Ronconi e la Piazza Maggiore di Bologna




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27 gennaio 2006

Risorse utili: Open Clip Art Library




Per rimanere nel campo grafico segnalo la Open Clip Art Library, un archivio ragionato di clip art, disponibili in SVG e in PNG, di publico dominio e protette naturalmente da una Creative Commons. E' anche possibile scaricare l'intera libreria in formato zip, per poterla comodamente usare con Inkscape, OpenOffice o AbiWord.



Mi sono divertito a cercare tra le varie immagini e devo dire che ci sono delle ottime realizzazioni, utilizzabili tranquillamente sugli elaborati grafici dei progetti!


Risorse utili: Inkscape per il design grafico

Nell'ultima versione italiana di Open CD, la raccolta di programmi open source che avevo citato in un post precedente, è stato incluso il programma Inkscape, una potente alternativa a Illustrator, Coreldraw e Publisher. Non è molto che ho iniziato ad usarlo, quindi vi rimando per maggiori informazioni sul sito madre e su qualche screenshot per rendere l'idea.

immagine 1
immagine 2



25 gennaio 2006

l'architettura misteriosa: indovinala! - parte 2

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cerca di indovinare l'opera o l'architetto! Se pensi di conoscere la risposta, scrivilo nei commenti, oppure scrivici i tuoi ragionamenti.

nota: è solo un gioco tra "architetti", senza premi, senza infamia e soprattutto senza lode. Anzi, se vuoi proporre qualche immagine sei liberissimo di farlo!

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Perfetto! Si trattava della stazione della Iidabashi train station di Makoto Sei Watanabe a Tokyo, trattata in un precedente post.

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23 gennaio 2006

Segnali di fumo: Asakusa




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la foto: indovina chi è!

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indovina il luogo o l'architetto!
(scrivi la risposta nei commenti)


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Brava Niki, la foto in questione ritrae l'interno della "The International Library of Children's Literature" di Tadao Ando, vicino il parco di Ueno a Tokyo.


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22 gennaio 2006

Gajano Saffi, il parco dell'Acquedotto Alessandrino, Roma

:: galleria fotografica completa


Durante la stagione dell'ultimo Giubileo la febbre realizzativa coinvolse anche le zone periferiche della città, seppure in misura molto minore e senza coinvolgere quelle firme "sexy" (fatta debita eccezione per la chiesa di Tor Tre Teste realizzata da R. Meier) adottate nelle zone più visibili.


Nel quartiere di Tor Pignattara, lungo l'asse dell'Acquedotto Alessandrino, venne realizzato proprio in quegli anni un intervento di riqualificazione urbana, progettato da Giacomo Gajano Saffi (capogruppo) e da Fabrizio Bastoni, Giulio Carapacchio e Federico Pastorelli.



L'intervento prevedeva la realizzazione di una bocciofila e di un'area attrezzata per bambini, la riorganizzazione dell'area abbandonata lungo i ruderi dell'acquedotto e la riorganizzazione degli spazi di sosta. In conclusione un piccolo intervento per una città grande come Roma, impegnata in quegli anni nei concorsi internazionali e nella realizzazione dell'Auditorium, ma un importante segno per quelle periferie da sempre abbandonate al loro destino.


Il progetto realizzato è semplice, pulito, presenta soluzioni interessanti.


A distanza di circa cinque anni dalla realizzazione, il parco è stato ridotto, da atti di vandalismo gratuito e dall'incuria del Comune e della Comunità, in pessime condizioni. Durante la settimana è un territorio adibito al pascolo dei cani e dei pusher, mentre solo la domenica le famiglie osano aggirarsi tra i vecchi e i nuovi "ruderi". Un intervento che rappresentava un'occasione di rilancio per un'ex-borgata è durata il tempo di apparire sulle riviste patinate.


Le "banlieues" romane sono quartieri che hanno estremi problemi sociali, ulteriomente peggiorati negli ultimi anni fino come nel tornare alle immagini del film di Scola "Brutti, sporchi e cattivi". In tale contesto non si può sperare di risolvere la situazione con interventi singoli e isolati nel tempo quando tutte le normali basi di urbanizzazione mancano: illuminazione, marciapiedi, posti di polizia, fognature funzionanti, biblioteche comunali...

Una volta realizzata un'opera importante, come il parco, questa deve essere custodita, manutentata, valorizzata dall'attività dei cittadini volenterosi, in collaborazione con le scuole e i municipi locali. Il progetto, fin dal suo nascere, deve essere "partecipato": gli stessi cittadini devono esserne coinvolti attivamente.

- continua -

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21 gennaio 2006

Segnali di fumo: smoke shop, Tokyo



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Toyo Ito, padiglione a Bruges [Belgio]

Puoi vedere altre immagini su esnips.com


Oggi ci spostiamo nella piccola e incantevole città di Bruges, nel Belgio, conosciuta ai più per i suoi incantevoli e pittoreschi angoli, per le torme di turisti che distruggono tali incantevoli angoli (facendo però la felicità dei "mercatanti" cittadini), per la statua meno famosa e meno pregiata di Michelangelo Buonarroti - ospitata nella chiesa di Nostra Signora - , per i costosi merletti/souvenir e, dal 2002, perché ospita un padiglione di Toyo Ito.


Il padiglione, di contenute dimensioni, è situato davanti al Burg, una sorta d'acropoli fiamminga. La sua presenza non è molto notata dai numerosi visitatori della città, forse perché isolato dal suo specchio ovale d'acqua sporca. La sua funzione è misteriosa: troppo piccolo per ospitare qualunque attività, troppo aperto alle correnti d'aria per essere un rifugio per i clochard. Rimane una scultura di una grande firma dell'architettura mondiale, a basso prezzo e con minimo ingombro, utile per apparire sulle riviste di mezzo mondo.



Al di fuori dell'ironia, il padiglione ha un'interessante "skin": la filigrana a celle d'alveare riprende i famosi merletti di Bruges e consente una permeabilità visuale dipendente dal movimento e dalla posizione del visitatore. I "fiori di loto", cioè gli ovali che lo tappezzano, contribuiscono all'irrigidimento della struttura metallica. Quello che importa qui è lo sviluppo del progetto, fatto con maquettes e taglia e incolla.

Libri e riviste:
Marc Dubois,
Una piccola fantasia, Casabella 705, novembre 2002, p.46

Attilio Stocchi, Architettura del chiaroscuro: due padiglioni di Toyo Ito, Abitare 422, novembre 2002, p.160
AA.VV.,
Toyo Ito - istruzioni per l'uso, Postmedia Books, Milano 2004; p. 22

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20 gennaio 2006

Segnali di fumo - Smoking place, Tokyo


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Siti da segnalare: Vitruvio.ch

Vitruvio.ch è un portale svizzero, disponibile in 5 lingue (italiana, inglese, francese, tedesco, spagnolo), organizzato cronologicamente, a partire dall'architettura Primitiva fino a quella del Futuro. Ci sono poi altre categorie, come quella dei Maestri dell'Architettura, quella degli strumenti utili (risorse, riviste, archivi, dettagli tecnici, edifici, città, blogs, ecc.). Non sempre le risorse segnalate sono aggiornate o ancora on-line. Vitruvio.ch rimane comunque uno dei pochi esempi di portale di risorse d'architettura che ha saputo reggere nel tempo mantendendo la propria identità ma soprattutto la propria utilità!

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problemi tecnici con i video di youtube.com

Youtube.com, che uso per mettere on-line i video, sta aggiornando il server in questi giorni, come si può vedere dalla loro home page . Fino a quando non avranno finito, i video sul blog saranno off-line.

Marco


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19 gennaio 2006

Rokkabillies al parco di Yoyogi - Tokyo


Il parco di Yoyogi a Tokyo (
Yoyogi-koen) è famoso dal punto di vista architettonico per le numerose opere realizzate per le Olimpiadi del 1964, realizzate da Kenzo Tange e da successivi edifici di Fumihiko Maki.


Il parco vero e proprio è molto bello. E' un posto tranquillo, immerso nel verde, a due passi dalla trafficata Omotesando con le sue boutique, banche ed edifici griffati (tra cui quello Prada di H&M). L'unico rumore che si sente è quello delle cicale.



La zona è famosa anche per essere un luogo di ritrovo, specialmente la domenica mattina, per le giovani band musicali, per gli appassionati di
cosplay (costume + playing) e per i rokkabillies tokyoti. Questi ultimi sono semplicemente fenomenali e degni d'attenzione.


Danzano in cerchio a ritmi degni di un derviscio sotto un sole cocente che fa raggiungere alla temperatura i 40°C quando loro sono vestiti di pelle; sono attorniati da turisti curiosi mentre gli abitanti "
non si curan di loro ma guardano e passano". Un loro video lo trovate direttamente qui sotto. Un altro è disponibile su youtube.com. Vi invito a notare le simpatiche babbucce che portano ai piedi!




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18 gennaio 2006

Le Corbusier, National Western Art Museum, 1959 - Tokyo

Altre immagini sul museo su esnips.com: my gallery


Nel parco di Ueno è possibile trovare, come dicevo nel precedente post, un numero elevatissimo di musei di grande importanza. Oggi ne segnalo uno, il Museo Nazionale di Arte Occidentale, progettato da Le Corbusier ed inaugurato nel 1959.

Ora, cercando informazioni su questo museo, sono andato a leggere, come sempre, un libro molto utile sull'architettura di Tokyo, ovvero Tokyo-to di Livio Sacchi. A pagina 133 e 134 trovo le informazioni sul museo di Corbu, ma... ma non era quello! Nelle foto che si vedono è rappresentato un'altro edificio, che non è nemmeno un museo, ma una sala concerti (la Tokyo Culture Hall), progettata da... eh, tradurli 'sti kanji... comunque il museo di Le Corbusier è quello che dico io, come testimonia anche Galinsky.


la Tokyo Culture Hall vista dal museo di Corbu


A sua discolpa (o dei suoi collaboratori) posso dire che l'altro edificio, quello progettato da Kunyo Maekawa (alla fine l'ho trovato!), è nel più puro stile lecorbusiano, infatti è stato un suo allievo che poi è intervenuto nelle estenzioni del museo stesso, mentre quello di Corbu è... come dire, non molto attraente.

Tornando al discorso principale, il museo ospita un'importante collezione di opere d'arte occidentale appartenute e raccolte da Kojiro Matsukata, un armatore navale. Le opere variano dall'arte rinascimentale italiana (Veronese, Tintoretto, Guercino), all'impressionismo francese (Manet, Renoir, Monet, Van Gogh, ecc.). Il museo ospita inoltre ben 58 sculture di Auguste Rodin, tra cui il Pensatore, e la Porta dell'Inferno.

Il museo è stato successivamente ampliato più volte: nel 1979 e nel 1997 da parte del nostro Kunio Maekawa, allievo di Le Corbusier dai tempi di Parigi e maestro di Kenzo Tange.


L'impianto originale del museo è sviluppato attorno alla sua corte centrale definito come un musée à spirale centrale. Come tutti i musei nipponici, ha una accoglienza ed una cura eccellente. Particolare attenzione è stata data agli impianti antisismici per le opere di grandi dimensioni, come quelle di Rodin, ospitate nel piazzale antistante. Due filmati del funzionamento possono essere visti su youtube.com: filmato sulla Porta dell'inferno e filmato sul Pensatore


Altre immagini sul museo su esnips.com: my gallery

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16 gennaio 2006

Yoshio Taniguchi, Horyuji Gallery, parco di Ueno, Tokyo [1999]

My Photogallery: esnips.com




Ueno è la zona di Tokyo con la più alta concentrazione di musei. Tra questi, ho avuto il piacere di visitare la meravigliosa
Horyuji Gallery all'interno del Tokyo Nationa Museum, che ospita bronzi donati dalla casa imperiale ed a loro volta provenienti dal tempio Horyuji di Nara. Il loro valore storico-artistico è eccezionale: la datazione di molti di loro arriva al VII secolo d.C.
La costruzione che ospita questa collezione è stata progettata da Yoshio Taniguchi (suo il nuovo progetto del Moma). La qualità raggiunta dalla sua architettura, perlomeno in questo caso, è molto alta. La galleria è uno scrigno minimale ed esile, fatto d'acqua e di vetro.




L'allestimento interno è raffinato ed estremamente evocativo: l'illuminazione utilizzata riprende la luce antica del tempio dove gli oggetti erano una volta ospitati e venerati [il progetto illuminotecnico è di
Shozo Toyohisa ed è illustrato nel libro Immateriale|Ultramateriale a cura di Toshiko Mori ed edito da Postmedia Books].





Vedere simili musei in Italia è ormai un ricordo del passato.

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