
E' passato molto tempo dalla prima semi-inaugurazione ma alla fine sono riuscito a trovare l'opportunità per una ciclo-visita all'Ara Pacis.
Sotto il discreto sole delle due del pomeriggio, speravo di trovare un certo sollievo all'interno del Museo invece... l'aria condizionata era fuori uso da diversi giorni e il prevedibile effetto era quello di una serra costruita nel deserto del Nevada! Le uniche fonti di timido refrigerio erano le porte d'entrata, lasciate spalancate, e un paio di ventilatori a colonna, un po' qui, un po' la. Ora, stordito sia dal percorso in bicicletta sotto il sole che dalla botta finale dell'Ara, non è che sia riuscito ad apprezzare in pieno l'ambiente costruito.

"Il vetro temperato che racchiude l'Ara è composto da due strati, ciascuno di 12 mm, separati da una intercapedine di gas argon e dotati di uno strato di ioni di metallo nobile per il filtraggio dei raggi luminosi. La sua tecnologia, studiata per ottenere un rapporto ottimale tra resa estetica, trasparenza, fonoassorbenza, isolamento termico e filtraggio della luce, si spinge al limite delle attuali possibilità tecniche. Il microclima interno è affidato ad un complesso impianto di condizionamento che risponde a due essenziali requisiti: essere il più discreto possibile rispetto all'architettura circostante e reagire in tempi brevi a cause perturbanti le condizioni termiche e di umidità. Una serie di ugelli crea una cortina d'aria che lambisce le grandi vetrate, impedendo fenomeni di condensazione e stabilizzandone la temperatura. Una fitta rete di polietilene, sotto al pavimento, è percorsa, secondo la necessità, da acqua temperata calda o fredda, al fine di creare condizioni climatiche ideali. Il grande salone dell'Ara è servito, inoltre, da un sofisticato impianto che consente la circolazione di aria con elevato grado di filtraggio anche in condizioni di affollamento due volte superiori al massimo previsto." [ fonte arapacis.it ]

"Ci imbarazza l’impiego di frangisole in costose lame di vetro sulle lunghe facciate a est e ovest (SIC !) . Come architetti, sappiamo che nei nostri climi gli aggetti orizzontali vanno impiegati sulle facciate a sud e che per le facciate est e ovest, quando il sole è più basso, sono eventualmente opportuni frangisole verticali.
Nel caso specifico, poiché a Roma in estate il sole nasce a circa 32° a nord rispetto all’asse est-ovest, dato il forte sviluppo longitudinale dell’edificio, una delle due facciate totalmente vetrate viene soleggiata a lungo in questo periodo e allora sarebbe stato più idoneo un frangisole a graticcio.
Comunque sul lato ovest, verso il fiume, poiché fortunatamente permangono le alberature del lungotevere, il sole del tramonto viene filtrato. Una imbarazzante scelta di simmetria dunque, quella di disporre anche qui frangisole orizzontali - come dire, per simmetria mi metto un naso sul collo ! ... Da cittadino mi chiedo quanto costa a noi, collettività, climatizzare questa smisurata serra, quanto diossido di carbonio essa produrrà, quanto danneggerà il nostro ambiente questa “architettura insostenibile” !
Da architetto, osservando alcuni particolari costruttivi come finestrature a filo di facciata, assenza di cornicioni, frangisole in vetro ecc. soprattutto sul lato del trafficato di lungotevere, riesco purtroppo a immaginare in quale stato di conservazione verserà l’edificio nel giro di pochi anni". [ da archiwatch.it ]

Il museo è come se non esistesse. C'è il reperto, l'Ara, per metà ancora occupata dalle impalcature. C'è il pannello informativo (uno). C'è l'albero genealogico. C'è il plastico. Ci sono i busti - i comites latentes - come nella migliore tradizione museale. Basta. Come si fa allora a giustificare al visitatore il costo di ben sei euro e cinquanta per il biglietto d'ingresso? In cambio di cosa? Non era forse preferibile lasciare l'ingresso del museo gratuito o con un prezzo simbolico fino al definitivo completamento a settembre? Oppure integrarlo all'ingresso dei Musei Capitolini?




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Museo Ara Pacis ::
Audioguida Ara Pacis in formato .mp3
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Video intervista a Richard Meier sull'Ara Pacis
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Video intervista a Eugenio La Rocca, sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma
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