30 dicembre 2006

L'albero di Natale di Vallegiulia

Ogni anno, alla facoltà di architettura di Vallegiulia viene montato un albero di Natale nell'atrio. Il primo giorno quest'albero è spoglio come fabbrica l'ha fatto, ma dopo poco tempo gli studenti lo rivestono di bigliettini e di disegni, un po' come avviene per gli alberi di Natale della Stazione Termini.


Ogni anno, mi diverto a leggere questi bigliettini, che contengono desideri da realizzare tramite l'intercessione di Babbo Natale. I più richiesti riguardano, come è facile immaginare, esami da superare (soprattutto "scogli" come Impianti e Scienza delle Costruzioni) oppure hanno come argomento relazioni personali: il ganzo/a di turno, ecc. Alcuni sono molto divertenti, ben realizzati, fanno intravedere una mente sveglia capace di tramutare un albero natalizio in un Pasquino di facoltà (se ne sente sempre il bisogno...).

"A Natale non sarò più buono"

Questo lo trovo adorabile!
Un duello tra Purini e Todaro, il primo armato e corazzato di cubico morfema mentre l'avversario brandisce un temibile Corviale. Chi vincerà?


Infine, tra tutti i bigliettini spicca una scheda di valutazione dei corsi - di quelle che andrebbero contate una per una e sigillate... - dedicata, naturalmente, ad Impianti.

Ah, dimenticavo, domani sarà 31... Buon 2007!

23 dicembre 2006

Buone feste da AiP

Coraggio, mancano solo pochi giorni al termine delle feste natalizie. Coraggio. Tra poco tutto sarà finit... ah, ah, non è affatto vero, vi aspettano ancora:

  • code nel traffico degne di un esodo babilonese con conseguenti multe per sosta in doppia fila, mentre tentate un arrembaggio in qualche negozio
  • metropolitane e autobus intasati più del solito umanamente ammissibile; le stesse sardine si prendono un periodo di riflessione in una casbah
  • attacchi di panico per aver dimenticato, la notte del 24, l'ultimo regalo che dovevate fare: quello alla vostra ragazza/o che vi terrà il pilotto per mesi
  • il conto corrente in rosso scarlatto
  • un ambito ritorno a casa per gli studenti pendolari - con i treni degnamente intasati come il vostro naso raffreddato - dove tutti i vostri parenti inizieranno a chiedervi: ma quanto ti manca alla laurea? sebbene vi siate iscritti solo quest'anno
  • X pigiamini di flanella nuovi nuovi di zecca, dove X è pari al numero di regali da voi comprati, regali solitamente corrispondenti a quello che vorreste ricevere voi dagli altri
  • nessun iPod
  • 4 o 5 chili in più sulla coscienza
  • un'overdose di film natalizi
  • le terribili cene di famiglia - in grado di terrorizzare perfino Attila e Ivan il Terribile - con suoceri, consuoceri e parenti teoricamente sconosciuti e in conflitto tra loro
  • la casa piena di consanguinei stressati per il troppo tempo a disposizione che ciondolano dal divano alla cucina, dalla cucina al divano
  • la tombola

Che la "gran mangianza" abbia inizio. Buon Natale! (buon solstizio di inverno, per i non credenti!)

AiP va in letargo, almeno fino a gennaio. Le visite durante il periodo natalizio tendono a diminuire almeno del 50%, il che la dice lunga sull'origine della maggior parte delle connessioni: il posto di lavoro. A presto!

20 dicembre 2006

Fastlinks 001 - Skin of Corian, Apophysis, Unimagazine, Fabio Novembre, Fauxto, Alain de Botton

Il tempo è denaro, direbbe se fosse qui il caro vecchio Zio Paperone. Purtroppo, essendo paragonabile al denaro, fugge come lui dalle mie mani. E assodata la sua cronica carenza, per continuare a dare contenuti freschi a questo blog inizierò a scrivere dei post veloci contenenti piccole ma utili - almeno la speranza è questa - informazioni. Dei fastlink, chiamiamoli, in mancanza di meglio. Scritto questo, torno a stirare le banconote del caro vecchio Zio Paperone (ah, se fosse qui...).

  • Saltano fuori i vincitori dell'ormai famoso concorso "The skin of Corian" che aveva come oggetto l'uso del materiale della DuPont in ambienti interni. Beh, non male ma mi aspettavo qualcosa di più, se devo essere sincero.
  • Apophysis è un piccolo software freeware per generare frattali infiammati. Se avete carenza di ispirazione, anziché studiare la forma delle pagnotte di pane, potreste pensare di usarlo per un po'.
  • Unimagazine.it, un nuovo portale dedicato al pianeta università e nato da un'idea di alcuni studenti. Articoli ben scritti, forum e wiki. Un'occhiata la merita, mi raccomando.
  • Il nastro alla Fuksas continua a percorrere la sua strada, un po' come la pubblicità della carta igienica, e arriva a via Condotti, in un negozio di scarpe progettato dall'architetto Fabio Novembre.
  • Fauxto è un sito web che attraverso un'interfaccia in Java svolge parte dello sporco lavoro (taglia, cuci, incolla, ritaglia,...) deputato solitamente a programmi come Photoshop. Da tenere a mente!
  • Nelle librerie italiane è possibile trovare - sia nel settore architettura, come nel settore filosofia, arte, saggistica, narrativa, praticamente ovunque... - un nuovo libro di Alain de Botton, scrittore svizzero 37enne intitolato Architettura e felicità. L'autore si chiede: "perché siamo circondati da così tanti edifici brutti o semplicemente mediocri?" Ecco, perché? 16 euro e 50 per saperlo. Sul sito dell'Ordine di Roma, un'intervista all'autore.

19 dicembre 2006

Pensieri di fine anno: Che c'hai, AutoCAD?


Sfogo di Dicembre.

Nonostante le iniziative promosse sia da Autodesk che da Graphisoft, pochi giorni fa sono stato nuovamente costretto da un collega ad ascoltare la seguente richiesta:
Che c'hai, AutoCAD 2007? (sottinteso, da darmi)
E' una domanda d'uso comune in ogni facoltà di architettura che si rispetti, dove il 99% del software utilizzato dagli studenti - ma non solo - è piratato. Purtroppo per me, non riesco proprio a sopportarla. E penso:

perché AutoCAD? Perché non Vectorworks, Allplan, ArchiCAD... sempre e solo AutoCAD.

perché proprio il 2007. Ti senti retrò con il 2006? Ma se hai ancora Windows XP senza SP2...

perché io? Solo perché mi vedi con un computer che funziona? Non hai notato la meletta morsicata sul retro dello schermo? Strano perché si illumina pure... tieni, questa è la mail del mio oculista...

...e allora vorrei rispondere:

Uno. No, non ce l'ho. Non lo uso (non tanto vero, ma voglio infierire)

La reazione dell'interlocutore non è tanto dovuta alla risposta negativa, ma alla rottura del suo sistema universale, basato su Windows e AutoCAD. Gli iniziano a tremare le gambe... perde colorito...dalla sua espressione facciale si leggono le accuse: "Blasfemo. Pagano!")

Due. Se proprio lo vuoi, te lo scarichi TU, bello di casa, da solo.
Il tipo/a sta per attaccare con la frasetta: "ma non sono cap...", in grado di far accapponare la pelle a un rinoceronte di Java, ma lo interrompo prima con il punto...

Tre. E dal sito dell'Autodesk, questa volta.

In che senso Autodesk? Cos'è, un altro mulo? Ma ci si trovano pure le canzoni emmepitre di Baglioni?

Quattro. Già che ci sei, scaricati anche Archicad, così magari inizi a fare uso delle comparazioni, del confronto, della sperimentazione, del provare cose nuove. Esperienze che potrebbero esserti utili per il resto della tua vita.

Ma non ho l'ADSL, mi sento rispondere.

E qui casca l'asino poiché effettivamente sono ancora una minoranza gli studenti che possono disporre di una connessione veloce. I casi da vedere sono però molto diversi tra loro:

  • stiamo parlando di uno studente fuori sede, che vive in una casa in affitto (a nero, magari da un abile quanto astuto compaesano) e che quindi non può fare un benché minimo allaccio telefonico
  • stiamo parlando di una persona che non può, effettivamente, permettersela. E qui scatta il j'accuse alle facoltà di architettura che solo ora iniziano, timidamente, a dotarsi di reti wi-fi
  • stiamo parlando di una persona che non sa minimamente cosa possa essere Internet. Oppure, ed è infinitamente peggio, lo sa lo sa ma... a cosa mi potrebbe mai servire? Al massimo a chattare su Msn unicamente attraverso fantasiose quanto eterogenee emoticon o ad inviare per e-mail utilissimi quanto teneri PowerPoint infetti (badando bene nel mettere tutti i contatti della sua rubrica in A: e non in CCn:)

E' in questa terza categoria che si nasconde il problema. Leggiamo in merito un articolo di Repubblica.it che commenta l'indagine Istat sull'andamento della diffusione delle tecnologie in Italia. Volendo riassumere, la situazione è la seguente:
  • siamo quindicesimi nella UE per diffusione di connessioni casalinghe ad internet
  • esiste un divario tra nord e sud per la diffusione di Internet. Questo divario, anziché diminuire, aumenta col tempo
  • esiste un gap generazionale (tra giovani e anziani), un gap sociale (tra ricchi e poveri) ed infine un gap sessuale (tra uomini e donne)


Nel complesso, proprio una bella situazione che ti fa ben sperare per il futuro prossimo venturo. I motivi? "Tra i motivi per cui non si naviga in Internet da casa, le famiglie indicano in primo luogo che lo considerano inutile e non interessante (39,6%), mentre al secondo posto si colloca la mancanza di capacità (31,9%)"

Ecco, mi soffermerei a pensare su questa inquietante motivazione: "inutile e non interessante". Solitamente chi non sa può volere due cose: imparare e quindi togliersi il proprio stato di ignoranza oppure rimanere chiuso per evitare di confrontarsi con l'esterno, sminuendo quello che non vuole comprendere. Ma di questo parleremo la prossima volta...

Torniamo al nostro interlocutore. Le mie sgarbate risposte - per fortuna - mi sono rimaste nella strozza. Taccio e alla fine con una pazienza per nulla santa ma generata da interne bestemmie prometto di portagli - sempre che li voglia - i software in versione educational, più un antivirus aggiornato che può sempre tornare utile.

18 dicembre 2006

Blog di architettura: Andrea da Bolzano


Il secondo blog ospitato da professionearchitetto.it che volevo segnalare - dopo Simone Nozzi, Lavoro...ultima frontiera - è quello curato da Andrea Vanni, intitolato (senza troppa fantasia, ma parlo io...) Andrea da Bolzano, attivo ormai dal gennaio 2006. Eccone il cappello:

"Afflitto dalla patologia di architetto dalla fine del 2000. Cambia, in meno di cinque anni, tre ordini professionali e altrettante residenze. All'attivo un numero imprecisato di progetti mai realizzati ed uno molto più precisato di realizzati. Il decorso lo conduce sempre più all'idea che non ci possa essere vita senza disegno. Ma disegni senza vita… quelli si".

Definirei il blog, riflessivo, ponderato, amaro, molto amaro. Sarà che alla fine c'è poco da sorridere, nel guardarsi intorno. Soprattutto, un blog corredato di foto - nell'album flickr dell'autore - ottime foto.

Danteum.

"Giuseppe Terragni iniziò a lavorare (per davvero) nel 1928.
Fu uno dei “tanti” intellettuali degli anni '30 che aderì al fascismo. Può non piacere, certo.
Ma lui come Pirandello, Michelucci, Gamberini, Vaccaro, Quaroni ecc.

Terragni era un fascista “convinto”: non aderì al fascismo perchè “non aveva capito bene” o perchè “non glielo avevano spiegato”: ci credeva.

Tanto da partire volontario per la campagna in Russia, con il grado di capitano.

Durante la guerra imprigionarono alcuni partigiani russi molto giovani, sui 16-17 anni.
L’ordine era di fucilarli, Giuseppe Terragni dovette eseguire l’ordine.

Tornò in Italia in uno stato di grave depressione.

Venne il giorno del battesimo del figlio del suo amico-socio Pietro Lingeri. Terragni ne fu il padrino.

Lo trovarono morto sulle scale di casa. Le sue ultime parole, ricordate da Lingeri, furono “tu dai per padre a tuo figlio un assassino”.

Alcuni pensano che si sia suicidato
Non s’è mai accertata la causa della morte.
Aveva 39 anni.

Caldo."

Anche qui, buona lettura.

Biennale di Venezia 2001, Peña-Payà-de la Cruz


Per questa settimana vi tocca un video degli architetti Javier Peña, Alfredo Payà e del fotografo Juan de la Cruz realizzato per la Biennale di Venezia del 2001.

Video e 3D di Oliver Hadfield
Musica di Luis Leao
Audio di Oliver Konig

17 dicembre 2006

Time, persona dell'anno 2006: noi.


La rivista americana Time ha dedicato la copertina per il personaggio dell'anno, questa copertina qui sopra, a tutti noi; noi internauti, utenti del web 2.0, assidui frequentatori della rete e creatori di contenuti.
"i giornalisti avevano il potere esclusivo di portare la gente in luoghi dove non era mai stata. Ma adesso una madre a Baghdad munita di videotelefono può mostrare a tutto il mondo le conseguenze di un attentato"
Ringraziamo, seppure il riconoscimento credo arrivi con un poco di ritardo rispetto al nascere del fenomeno. Quest'anno avrei invece dedicato la copertina all'infaticabile spammer ignoto, colui che ci intasa ed obera le nostre caselle di posta elettronica: il male del secolo.

[ via | repubblica.it ]

16 dicembre 2006

Google Patents, motore di ricerca per brevetti

tags technorati :


Google ha inaugurato il 13 dicembre scorso un nuovo servizio dedicato alla ricerca dei brevetti registrati negli Stati Uniti, chiamato Google Patents.

Google Patents utilizza lo stesso sistema di visualizzazione alla base di Google Books (un servizio di ricerca per i contenuti dei libri). Ogni brevetto registrato presso l'USPTO - l'ufficio brevetti americano - è stato accuratamente digitalizzato e catalogato. Oltre alla ricerca semplice è possibile effettuare una ricerca avanzata per numero di brevetto, inventore e data di registrazione. In totale il servizio comprende oltre 7 milioni di brevetti.

Ma a cosa può servire questo servizio, perlopiù limitato ai soli Stati Uniti, a chi si occupa di architettura?

Beh, pensate di dover fare una ricerca su delle strutture reticolari, su un particolare tipo di cemento oppure su delle tipologie di case prefabbricate (non è molto frequente, ma può capitare).

Se prima dovevate andare fisicamente all'ufficio brevetti - come fui obbligato a fare per trovare il brevetto Mopin riguardante un sistema modulare acciaio-cemento degli anni '30 - ora è tutto accessibile direttamente dal vostro browser web.

Facciamo degli esempi pratici. Ecco qui il vetro strutturale brevettato nel 1938 da Frank Lloyd Wright.




Di seguito abbiamo una struttura reticolare brevettata nel 1983 da Giovanni Arvedi, Giovanni Gosio e un certo Renzo Piano di Genova, Italia.


Per ultimo, una struttura prefabbricata per abitazioni ideata da un tale Ronald Caisley nel 1978, nel più puro stile di quegli anni.


Naturalmente più si va indietro nel tempo, più i disegni tecnici allegati ai brevetti tornano ad essere belli, espressivi, quasi spettacolari. Chiamatela nostalgia o come altro vi pare...

12 dicembre 2006

unsessantesimo di secondo, Fuksas al MaXXI


Domenica appena passata, occasione per visitare, sotto la pioggia, "unsessantesimodisecondo" di Fuksas ospitata al MaXXI di Roma e aperta fino al 28 febbraio 2007. (vedi il post sugli appuntamenti del mese).

L'idea dell'allestimento, riassunta da Doriana O. Mandrilli, è:

"Vedere un film all’inverso, dalla fine all’inizio, è questa l’idea dell’esposizione. Partire dall’opera realizzata e mostrare a ritroso tutte le fasi precedenti: le prime idee fatte di rapidi appunti presi su qualunque supporto, i molteplici modelli di studio realizzati quasi con la stessa velocità del pensiero, la sperimentazione di diverse tecniche, di materiali differenti, dalle modifiche continue fino alla sintesi, fino a quando l’ idea si materializza. È questo che vogliamo mostrare, il percorso dell’idea che si materializza in un sessantesimo di Secondo".

Nel complesso, un'ottima esposizione, che evita i testi scritti e le lunghe quanto inutili introduzioni (che tanto nessuno leggerà) per passare direttamente la parola ai plastici, alle immagini e ai video. Divertente quanto sfortunata l'idea di collocare i dipinti sul soffitto: pochi li hanno notati, oppure pochi hanno avuto la costanza di osservali in una posizione tanto scomoda. Deludenti i mock-up (sono i modelli in scala 1:1) collocati esternamente al museo: invecchiati, sporchi, mezzi smontati o comunque poco significativi.

Molto bello, e da osservare con attenzione per la sua realizzazione, il piccolo cinema che manda in onda a intervalli regolari un breve video sui progetti dello studio. Qui Fuksas, dopo aver dipinto sul vetro (con un pennarello rosso, naturalmente!) come lo scultore Marino Marini (vedetevi il filmato "Come nasce un'opera d'arte", su Raiclick) parlicchia in inglese riguardo una sua realizzazione viennese - le torri gemelle - e ci fa sorridere un poco per la pronuncia e per l'enfasi delle parole.

Riassumiamo la mostra - visitatela, ben intenso, visto che è anche gratuita - attraverso due mezzi, il video e il fumetto:







Collegamenti esterni:

10 dicembre 2006

OMA, sede della CCTV a Pechino


Il video di questa settimana proviene dalla ricca officina creativa dell' OMA, l'Office for Metropolitan Architecture, di Rem Koolhaas e presenta il progetto per il quartier generale della televisione CCTV di Pechino, in corso di costruzione. Se il video è ottimo, l'audio purtroppo è pessimo.





Collegamenti esterni

09 dicembre 2006

Pacco in ritardo? Lavoro buttato...

Fase 1. Il dare.

Lavorare per mesi per partecipare a un concorso.

Fase 2. Il non avere.

Perdere mesi di lavoro per partecipare a un concorso perché il pacco è arrivato in ritardo.

Perdere mesi di lavoro (per un concorso) perché il formato alieno - l'A0 - degli elaborati richiesto ha costretto l'invio di un pacco ordinario (un noto ritardatario).

Perdere mesi di lavoro (sempre per un concorso) perché questi bandi (di concorso) prevedono una deadline di arrivo e non una deadline di spedizione.

Raro esemplare di postino delle Isole Faroe

Fase 3. Riflettiamoci su.

Non è capitato a me, ma a uno studio (il che è meglio per me, ma è peggio per loro, in quanto studio). Ma potrebbe capitare a me. Trovo sulla rete un bel bando di concorso, magari nel comune agricolo-montano di Ciunfrallegre che sembra fare al caso mio. Lavoro, invio e poi me la prendo in "saccoccia" (la tasca romana) per qualche imprecisione del bando, scritto chissà come o scopiazzato chissà da dove.

Uniformare e semplificare. Obbligare gli enti banditori a seguire delle linee guida ben definite. Tipo? Tipo queste, suggerite da Luigi Prestinenza Puglisi:
  1. Concorsi palesi. Gli anonimi nascondono una inutile ipocrisia. Se proprio devono essere anonimi, perché così e' imposto dalle norme europee, il codice scelto dal candidato deve essere subito cambiato dalla segreteria non appena riceve il plico e prima di mostrarlo ai giurati, sovrapponendo alla vecchia una nuova sigla.
  2. Eliminare le commistioni giurati/concorrenti. Non ci vuole molto a rendersi conto che molti concorsi sono compromessi da combine dove il giurato favorisce un progettista che a sua volta in un altro concorso diventa giurato e ricambia il favore.
  3. I concorsi vanno quindi monitorati. Il monitoraggio deve essere svolto seriamente dalle istituzioni: Ordini e/o Darc. Siti scandalistici come Arcaso hanno svolto un eccellente lavoro di monitoraggio e denuncia. Ma non possono essere loro a svolgere un lavoro così delicato. Gli esponenti degli ordini professionali e della Darc non devono assolutamente partecipare ai concorsi come giurati. Il loro compito e' fare gli arbitri, stando fuori dal gioco e controllandolo. Monitorandolo, appunto. Se no, con chi protestare quando ce n’e' bisogno?
  4. I nomi dei giurati devono essere estratti da una rosa, possibilmente nazionale, solo dopo la consegna degli elaborati. In questo modo si evita che i giurati consiglino agli amici di partecipare al concorso in cui loro sono in commissione.
  5. I bandi di concorso devono essere chiari, non ambigui o raffazzonati.
  6. I giurati devono essere personalità al di sopra di ogni sospetto. Ciò vuol dire che non devono essere scelti i professionisti che partecipano a molti concorsi e che, di preferenza, devono essere scelti fuori dal territorio in cui si svolge il concorso. Ciò vuol dire anche dare più spazio a critici di architettura e ai progettisti stranieri.
  7. I giurati devono essere qualificati: quindi prevalenza di progettisti e critici su burocrati e amministratori. In ogni giuria basta una sola figura, non necessariamente tecnica, in rappresentanza del committente.
  8. I premi, incarico compreso, vanno dati sempre perché bisogna avere la consapevolezza che partecipare a un concorso e', per un progettista, un investimento economico che costa tempo, fatica e creatività. Dire “ incarico compreso” implica che ci sia, per ogni concorso, un’adeguata copertura economica per la realizzazione dell’opera.
  9. Le sedute in cui si valutano i progetti devono essere aperte al pubblico, per favorire la massima trasparenza. Devono essere preferiti i concorsi a due fasi in cui i finalisti possano presentare e discutere con la giuria il proprio lavoro.
  10. Occorre provare in via sperimentale metodi nuovi sia per garantire un giusto giudizio che per minimizzare i costi e i tempi del concorso, per esempio ricorrendo alla valutazione degli stessi concorrenti ( i quali hanno studiato bene il bando) o a concorsi via internet al fine di minimizzare i costi di eventuali giurati stranieri

Da parte vostra, avete mai avuto esperienze (si spera sempre di no) analoghe?

07 dicembre 2006

20 anni fa... nasceva lo studente erasmus


1987. Ancora non era caduto il muro di Berlino, in Italia c'era Craxi e si discuteva sul nucleare si-nucleare, in Palestina iniziava l'Intifada e nascevano le matricole di architettura di quest'anno. Nel frattempo i primi studenti comunitari iniziavano a girovagare liberamente per l'Europa sotto la protezione di Erasmo da Rotterdam.

2007 (o quasi). Il muro di Berlino non c'è più, Craxi nemmeno ma ci sono i suoi amici, si discute sul nucleare si-nucleare no e in Palestina se le danno di santa ragione ancora. Attraverso le vecchie frontiere sono passati ormai oltre un milione e mezzo di studenti erasmus e 20 anni di tempo. La formula ha avuto successo, soprattutto in Francia, Spagna e Germania. Anche in Italia, sebbene negli ultimi anni la media annuale si sia fermata sui 16.000 studenti l'anno, forse per colpa della nuova formula del 3+2, troppo vincolante e oppressiva.

A spiegare in maniera dettagliata il fenomeno c'è un ricco speciale su miojob di repubblica.it. Tra le sorprese, la quasi indifferenza delle aziende italiane verso le qualità degli erasmus. Eccone i contenuti:

Altri collegamenti

06 dicembre 2006

Blog di architettura: Lavoro...ultima frontiera


Il sito professionearchitetto.it fornisce degli spazi blog a diversi studenti o giovani architetti. Tra questi, ve ne voglio segnalare due. Il primo, che presento in questo post, è nato da poco, un paio di mesi, e si intitola Lavoro...ultima frontiera. Ribadendo una probabile passione quanto latente per Star Trek, il sottotitolo è:
Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone.
La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima.
Il tema del blog è infatti il lavoro. Da architetto. O quasi. Stage gratuiti, tirocini regalati e assunzioni con la partita IVA. Che potete desiderare di più dopo la vostra sofferta laurea? Una ghigliottina? Ma no... (mica siete dei monarchi francesi). Simone ci racconta le sue avventure tragicomiche attraverso una scrittura scorrevole e una buona dose di umorismo. Il risultato è una mezza via tra Dilbert & Dogbert e Fantozzi (in senso buono).

In particolare, vorrei consigliare la lettura dei suoi post soprattutto alle giovani matricole: pensavate forse che il caos, la disorganizzazione e l'incompetenza avessero toccato l'apice nella vostra facoltà? Invece no! Purtroppo la vita dell'architetto (o del presunto tale) non è quella che si vede nelle pubblicità del dentifricio o delle merendine (sul tema leggetevi questo post di architettisenzatetto.net)

Qui sotto, riporto un piccolo brano che ha per protagonista la matita e come scenario l'incontro tra il giovane architetto e il committente che vuole ri-arredare casa (link al post completo):


...
Ma improvvisamente... "Ok, tagliamo corto. L'idea è questa. E qui possiamo concludere dicendo che..."
E qui accade l'irreparabile. Voi avete in pugno la vostra matita. Non è una qualunque. E' la VOSTRA matita.
Avete 3 processi in corso per crimini contro l'umanità... e tutto per come vi siete procurati quella matita.
Avete ancora in mente la madre singhiozzante di quel collega universitario che avete ucciso in quel negozio perchè la voleva anche lui e QUELLA era l'ultima e ripeteva "Non lo perdono, non lo perdono!".
Voi che per quella matita avete risparmiato i soldi vendendo 2 reni... di cui solo UNO VOSTRO...
E LUI COSA FA? Vi prende la matita di mano!
Ora, io non sono possessivo... è solo un oggetto. MA TU NON HAI UNA MATITA IN CASA? E non puoi fare a meno di impugnarla come l'assassino di Hitchcock nella famosa scena della doccia?
Dovete sapere che tra architetto e matita c'è un rapporto che va oltre il legalmente e moralmente ammissibile. Stiamo parlando di vero feticismo.


Buona lettura!

05 dicembre 2006

Che cosa sono i feed RSS?

Un'altra nuova sezione del blog? Ebbene si. Ma questa sarà un poco più speciale rispetto alle altre perché ha come obiettivo la divulgazione di alcune nozioni base - sia dell'informatica che dell'architettura - la cui conoscenza è data solitamente per scontata dai saccenti addetti ai lavori...

"Ma che non sai cosa sono i cippicioppi 2.0??? Ma che vieni dalla montagna del sapone? Aborigeno!"


Iniziamo con la domanda: ...ma che cosa sono i feed RSS?

Breve prologo. Quando iniziai a navigare sul web avevo un modem a 56Kb, utilizzavo explorer 5.0, c'erano i cd con mezz'ora di connessione gratuita di Italia on Line (regalati, o meglio, venduti con le riviste di informatica) e soprattutto consultavo al massimo un paio di siti al giorno. Informazioni utili ricevute? Poche, col contagocce.

Oggi, ho fatto il conto dei siti di architettura, design e altre tipologie varie che seguo quotidianamente: 45...

Un maniaco del web, si potrebbe benissimo pensare; ore ed ore passate sul computer a navigare per bookmarks. Invece, se facciamo un conto del tempo, impiego al massimo una mezz'ora al mattino e dieci minuti la sera.

Il tutto grazie ai feed RSS.

Ma cosa sono? Molti di voi li conoscono, altri ne hanno una vaga idea. Per altri sono ancora un terreno tutto da esplorare. In pratica un Feed RSS è uno standard per l'esportazione di contenuti web, molto utilizzato dai blog (tipo questo che state leggendo) e dai siti di informazione (tipo repubblica.it e corriere.it).

A cosa servono? Tanto tempo fa l'RSS - che sta per really simple syndication - si chiamava RDF e veniva utilizzato nel sito di Netscape, il vecchio browser rivale di Explorer, per segnalare delle notizie provenienti da altri siti. Oggi, a distanza di qualche anno, viene utilizzato principalmente per fornire in tempo reale al suo lettore gli aggiornamenti dei contenuti dei siti web, senza doverlo costringere a visitare ogni volta il sito.

Come si usano? Per poter utilizzare gli RSS occorre avere una specie di interprete, che può essere un programma - chiamati Feed Reader - oppure un sito web chiamat0 aggregatore. Questi ultimi sono molto comodi se volete disporre dei vostri feed su qualunque computer connesso al web (la stessa cosa la potete ottenere installando su una chiavetta USB sufficientemente capiente un software in versione portable).

Quando navigate e trovate un sito web che vi interessa in maniera particolare, potete abbonarvi con un click al suo feed. Per ottenere l'indirizzo è sufficiente cliccare col tasto destro su questo tipo di icone, selezionando la voce copia indirizzo:


L'icona da cliccare è quella arancione. Se invece andiamo sulla barra indirizzi del browser di Firefox, dopo l'indirizzo del sito troviamo la stessa icona, un poco più piccola. Ora, se abbiamo installato un programma feed reader, per abbonarsi basterà cliccare proprio su questa icona.



Torniamo ai feed reader. Questo tipologia di software sta vivendo un piccolo periodo d'oro. Ne troviamo infatti di tutti i tipi e con funzioni molto avanzate, sia gratuiti che a pagamento. Il loro compito base è semplice: fare il download di un feed, interpretarlo e renderlo visibile all'utente. Alcuni feed reader sono integrati nei browser internet come Mozilla Firefox e Opera o nei programmi di posta elettronica come Mozilla Thunderbird.

Personalmente utilizzo sul mio Mac, Vienna, un programma molto ben fatto, semplice da usare ed infine completamente gratuito. Su Windows utilizzavo invece Thunderbird, anche come client per la posta elettronica (due piccioni con una fava...)

Ne volete ancora? I più famosi (parliamo sempre di applicazioni gratuite) sono:
Sul versante aggregatori, i più conosciuti sono:
Volete alcuni feed per provare? Eccone un po' che leggo, in attesa di un post a loro dedicato:
  • professionearchitetto news, http://www.professionearchitetto.it/newsbox/rss.asp
  • archiwatch, http://www.archiwatch.it/feed/
  • presS/Tletter, http://www.presstletter.com/feedrss.asp
Collegamenti esterni:

04 dicembre 2006

colorare il grigio-città, spot Sony-Bravia dell'agenzia Fallon


Il video-protagonista di questa settimana è uno spot che vediamo tutti i giorni sul piccolo schermo e che pubblicizza la qualità cromatica del televisore Sony Bravia.



Uno dei tanti grigi edifici periferici - in pratica una cassettiera in cemento - viene fatto esplodere di colore a suon di musica. Tutto vero, realizzato dal vivo attraverso 70.000 litri di vernice atossica e lavabile sparata con più di 400 mortai su di un edificio in disuso e da demolire di Glasgow.

Lo spot, realizzato dalla famosa agenzia pubblicitaria Fallon, è stato più volte etichettato come puro viral, guerrilla o ambient marketing. Dopo la sua presentazione, avvenuta il 17 ottobre, si è infatti subito diffuso tramite youtube e google video.



Il secondo filmato illustra il making dello spot. Tutti e due i video possono essere downloadati dal sito bravia-advert.com.

02 dicembre 2006

Dicembre 2007, le competizioni del mese per gli studenti d'architettura, grafica e design


:: Architettura

TECU Architecture Award. Progetti realizzati tra il 2005 e il 2007, con un uso innovativo dei materiali TECU. Scadenza consegna: 15 ottobre 2007

Architecture Plus Awards II. Premio internazionale per i progetti che contribuiscono al "Design for a New World".
Scadenza iscrizione: 15 dicembre 2006

International Association for Human Abitats, International Student Design, quinta edizione. Progettare un complesso regionale per le attività sociali, culturali e artistiche.
Scadenza consegna: 24 gennaio 2007


:: Grafica

Adobe Design Achievement Awards. Premio per gli studenti di arti visive realizzati con i prodotti Adobe e Macromedia.
Scadenza iscrizioni: 27 aprile 2007

:: Design

Concorso Internazionale di Design Roca. Nuove visioni per il benessere nel bagno.
Scadenza iscrizione: 31 gennaio 2007

IDEA 2007 Competition. Premio rivolto ai progetti di design e comunicazione.
Scadenza iscrizione: 7 febbraio 2007

01 dicembre 2006

Appuntamenti del mese, dicembre 2006


Nasce oggi un nuovo segmento di AiP, gli appuntamenti del mese, per segnalare gli eventi e le mostre di architettura, design e arte a Roma. Non tutte quelle esistenti ma principalmente quelle appetibili per gli studenti, sia per l'argomento trattato che per il prezzo d'ingresso (con particolare attenzione per il gratuito!). Non solo architettura e design, ma tutto quello che può fare cultura o esperienza per un'architetto in progress: illustratori, fumetti, arte, cinema...
Per questo dicembre iniziamo con...

M Fuksas D, unsessantesimodisecondo. [sito web] Quarant'anni di lavori e progetti dello studio di architettura, in mostra al MAXXI. L'allestimento espone modelli, prototipi, foto, design, dipinti e video. Tra questi, non può mancare la celebre Nuvola; abbiamo quindi lo strano fenomeno dell'irrealizzabile esposto dentro l'irrealizzato. L'ennesimo omaggio di Roma-Veltroni-Fuksas a Fuksas stesso? Forse. Però quello che mi aspetto di vedere è un dignitoso allestimento, non una rivisitazione critica della sua opera. Insomma, da vedere se volete lucidarvi gli occhi davanti a iperplastici, video e render stile-pixar.

2 dicembre 2006 - 28 febbraio 2007

MAXXI, Via Guido Reni 2f, Roma
dalle ore 11.00 alle 19.00, chiuso il lunedì
GRATUITO

Enrico Del Debbio architetto. La misura della modernità. [sito web] MAXXI + DARC + GNAM (poi si lamentano del decadimento della lingua) hanno allestito questa mostra su Del Debbio - il progettista della Facoltà di Vallegiulia e del Foro Italico - per comprenderne l'operato e la figura. Modelli, schizzi, progetti, filmati e ricostruzioni virtuali (così dicono), insomma il materale acquisito di recente dal MAXXI. Da vedere, punto.

7 dicembre 2006 - 4 febbraio 2007

GNAM, Viale delle Belle Arti, 131, Roma
dalle ore 8.30 alle 19.30, chiuso il lunedì
GRATUITO per gli studenti di architettura, tasse alla mano


Adolf Loos, Architettura, utilità e decoro. [sito web] Quaranta opere dell'architetto illustrate con il materiale proveniente dall'Albertina di Vienna e organizzate in una mostra organizzata dall'Istituto Austriaco di Roma e ospitata sempre alla GNAM assieme alla mostra su Del Debbio.

7 dicembre 2006 - 11 febbraio 2007

GNAM, Viale delle Belle Arti, 131, Roma
dalle ore 8.30 alle 19.30, chiuso il lunedì
GRATUITO per gli studenti di architettura, tasse alla mano

Gianni Berengo Gardin, reportage su Carlo Scarpa. Fotografie 1966-1972. Raccolta di fotografie conservate nella Fototeca Carlo Scarpa del CISA Palladio e scattate nei luoghi progettati dall'architetto, come la Tomba Brion e la Biennale di Venezia.

10 novembre 2006 - 7 gennaio 2007

Museo Andersen, Via P.S. Mancini, 20, Roma
dalle ore 9.00 alle 19.00, chiuso il lunedì
GRATUITO



Lorenzo Mattotti. [sito web] Opere su carta e incisioni del disegnatore e fumettista.

fino al 15 gennaio

Galleria Tricromia, Via di Panico 35, Roma
dalle ore 10.00 alle 19.00, chiuso il lunedì
GRATUITO