26 marzo 2007

Il cretto di Gibellina.


Su una bancarella in Via Appia qualche giorno fa, forse una settimana, ho acquistato un Dvd a tre euro. Non è l'inizio di una canzone di Branduardi, ma quello di un post di AiP. Tre euro. Una cifra enorme!

Per carità, come al solito, ne avrei voluti acquistare a decine: Kurosawa, Sergio Leone... ma alla fine ho dovuto scegliere - i soldi, ci crediate o no, son pochi - ed ho preso uno spettacolo teatrale di Marco Paolini. Immagino che voi lo conosciate bene. Si, quello di Vajont, quello di Report (prima delle puntate). Quello di I-Tigi.


I-TIGI a Gibellina è uno spettacolo particolare. Per prima cosa, tratta di Ustica. Secondo, è ambientato nel teatro all'aperto di Gibellina, la città del cretto di Burri. La sola unione di questi due elementi avrebbe comunque prodotto uno spettacolo sicuramente difficile da dimenticare.


Se poi ci aggiungiamo che: ...durante lo spettacolo ha iniziato a piovere, a tuonare, a far fulmini... che Marco Paolini e il pubblico si son dovuti rifugiare in una casa abbandonata per continuare il racconto... che una volta spiovuto hanno recuperato il teatro... che infine ha ricominciato a piovere e a tirar vento... beh, tutte queste difficoltà incontrate dall'attore come dagli spettatori, hanno ben sintetizzato l'enorme difficoltà che si può incontrare cercando di comprendere quel matasso di impicci nostrani (e non) che è la vicenda di Ustica.



Ustica. Tutti ne hanno parlato. Io, nel 1980 avevo un anno. Ma non conta molto. Di Ustica se ne è discusso per decenni. A chi non ne ha mai sentito parlare, consiglio sia I-TIGI di Paolini, sia il film Il Muro di Gomma, di Marco Risi.

Il cretto di Burri a Gibellina. Burri era laureato in medicina. Nella seconda guerra mondiale venne fatto progioniero dagli inglesi e rinchiuso in un campo di detenzione, dove con mezzi di fortuna, cominciò a dipingere. Divenne uno dei più importanti artisti italiani.

Gibellina in una notte del 1968 venne rasa al suolo assieme a tutta la Valle del Belice da un potente sisma. Un pilota che volava in ricognizione dichiarò: "uno spettacolo da bomba atomica[...]Ho volato su un inferno". Dato che Gibellina era stata letteralmente annichilita, si decise di ricostruire la città da un'altra parte. Ma che fare delle rovine? Burri venne incaricato dal sindaco di realizzare un'opera che potesse lasciare una testimonianza indelebile.

"Andammo a Gibellina con l’architetto Zanmatti, il quale era stato incaricato dal sindaco di occuparsi della cosa. Quando andai a visitare il posto, in Sicilia, il paese nuovo era stato quasi ultimato ed era pieno di opere. Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito,… andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Ne rimasi veramente colpito. Mi veniva quasi da piangere…e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti – perenne ricordo – di quest’avvenimento. Ecco fatto!” (Alberto Burri, 1995)

citazione tratta da palinsesti.org

2 commenti:

Anonimo ha detto...

vivo a gibellina e proprio quest'estate sono tornata al cretto perchè, anche se molti hanno criticato l'iniziativa di costruire il cretto sulle macerie del paese vecchio, in quel posto si respira un attimosfera davvero particolare, sembra ce il tempo si sia fermato ed inevitabilmente anche se io non ero ancora nata ritorno con la mente a quella notte del 68 in cui tutto venne raso al suolo immaginando la disperazione dei miei concittadini...questo lenzuolo bianco ha in se un briciolo della disperazione di ogni persona che ha vissuto quell'evento.E' un posto da vedere!Purtroppo però è anche un posto che deve essere ancora completato...ed è un vero peccato che un opera così ricca di significato aspetti da così tanto tempo soldi che non arrivano...

Marco Calvani ha detto...

Ti ringrazio per la tua bella e toccante descrizione. Ammetto di cadere dalle nuvole nel sapere che il cretto sia ancora in corso d'opera. Ne vorrei sapere di più in merito. Se puoi contattarmi via mail o skype te ne sarei grato.