14 aprile 2007

Auto-Stop? L'Architettura Car Free

In queste ore sul forum della mia facoltà naturale, Valle Giulia, è in corso un'accesa discussione riguardo le strisce blu (topic 1 e 2). Un bel giorno, degli uomini armati di vernice, venuti chissà da dove, tramutano il presente e sbiadito bianco dei parcheggi, simbolo di gratuità, in un acceso blu da 50 centesimi l'ora.

Che fare? Chi prende i mezzi pubblici alza le spalle. Chi prende l'automobile minaccia azioni e proteste... Ma cosa sono le strisce blu? Cosa simboleggiano? Sicuramente sono un' importante entrata per i Comuni. A Roma, si parlò di ben 23 milioni di euro (anno 2003). Dall'altra parte rappresentano un dissuasore all'uso dell'automobile.

Accantoniamo per adesso l'argomento strisce blu in facoltà e spostiamo l'attenzione sul rapporto architetto/automobile. E' possibile che nel 2007 stiamo ancora progettando per le macchine e non per gli uomini? Dove vado, vedo parcheggi in costruzione. Allargamenti di carreggiata. Ipermercati. Centri commerciali fuori città e lontano dal ferro. I progetti degli studenti sembrano iniziare sempre dall'indispensabile parcheggio interrato. Gli studenti stessi danno l'impressione di protestare più per la sosta delle loro auto che per le lauree triennali, il mancato 3+2 e il tirocinio fantasma.


Per millenni le nostre città sono cresciute senza le automobili ma in soli 50 anni poche generazioni precedenti alla nostra hanno saputo trasformare luoghi urbani e non basati sul trasporto pubblico e pedonale, in enormi parcheggi. E' sufficiente rivedere il film C'eravamo tanto amati di Scola, quando Gassman e Manfredi si rincontrano dopo tanti anni in una Piazza del Popolo trasformata in parcheggio.


Parliamo allora di alternative. Parliamo di architettura Car Free. Ma cos'è?

"Molte citta’ richiedono la presenza di almeno un garage o posto auto per unita’ abitativa. Questi regolamenti sono il fumo negli occhi degli attivisti carfree. ... l’effetto finale e’ stato quello di incoraggiare l’utilizzo dell’auto, perche’ si finisce per pagare per un posto auto anche se non lo si utilizza. Piu’ facile e’ fare una cosa, piu’ gente vorra’ farla. Il problema e’ che possiamo costruire tutti i garages che vogliamo, ma una volta che le automobili sono sulla strada, non faranno altro che creare ingorghi, rumore e inquinamento. Specialmente nelle citta’ piu’ vecchie, incoraggiare l’utilizzo dell’auto non ha senso. Cosi’ e’ tornato il tempo di costruire abitazioni che non prevedano la presenza di automobili. Lentamente, alcune citta’ stanno cominciando a rendersi conto di avere questa necessita’." Brano di Stephan Von Pohl tratto da Il marciapiede mobile.



Nello stesso articolo trovate i primi link per iniziare a conoscere l'argomento. Ne riparleremo nei prossimi post, in una serie chiamata Auto-Stop. Le immagini che ho qui incluso provengono tutte dal film di Scola, C'eravamo tanto amati. Sul serio, vedetelo.

_Alcuni post di AiP collegati all'argomento:

3 commenti:

andrea ha detto...

Un vero piacere caro marco che lo stesso film ci stimoli ri-flessioni sugli stessi argomenti :-o
forse vuol dire che l'Ettore nostrano (da nn confondere col più noto domatore di cavalli) ha lavorato bene

Anonimo ha detto...

ma come si può pretendere di disincentivare l'utilizzo del mezzo privato a favore di quello pubblico quando una persona che abita nella periferia di roma impiega per arrivare all'università con i mezzi più tempo di chi magari viene da ostia con la macchina? secondo me tutto nasce dalla non volontà del comune di diminuire il traffico veicolare privato, come sarebbe il bilancio dell'amministrazione comunale senza gli introiti provenienti dalle striscie blu? tutti bravi a parlare e a fare i moralisti, arroccati sulle loro poltrone del potere, ma gli interessi sono troppi, allora meglio vivere sommersi dalle polveri sottili(bloccando il traffico una tantum) e dall'inquinamento acustico(non potete immaginare il silenzio del mio salento...quasi surreale in confronto a roma...) piuttosto che permettere ai cittadini di una città meravigliosa come roma di passeggiare indisturbati senza il rumore del traffico e di investire i soldi delle nostre tasse nello sviluppo di mezzi di trasporto non inquinanti... rischieremmo di diventare un paese civile...
saluti. enrica

Marco Calvani ha detto...

Anziché beatificare oscuri personaggi, beatifichiamo l'utilizzatore di mezzi pubblici, perché si fa carico delle colpe dei padri e di suoi fratelli auto-lobotomizzati. Facciamogli un monumento, perché è grazie a lui che il sistema dei trasporti regge ancora.

Purtroppo ora sta proprio ai giovani il duro sacrificio di iniziare il processo di cambiamento per cambiare le nostre città e la nostra vita.