
Tempo di esami, tempo di impaginazioni veloci e di stampe furiose. Lo studente tipo impiega più tempo a renderizzare e impaginare che a sviluppare il concept e il progetto. Architettura fa sempre più rima con Grafica e se vi recate ad osservare un qualunque esame di laboratorio, noterete tavole iper-pompate e dopate attraverso Photoshop, CorelDraw o Illustrator, per la gioia dei centri stampa e per lo sconforto di chi deve giudicare il progetto architettonico. Sono dell'idea che l'architetto, specie se studente, debba occuparsi prevalentemente di Architettura, il grafico di Grafica e il geometra di millesimi. Ma sono tempi turbolenti e confusi, pertanto il massimo che possa fare è sparare qualche piccolo consiglio per economizzare sulle stampe e per ottimizzare i tempi:
- Siate bianchi. Per l'impaginazione usate sempre un fondo bianco, risparmierete sia sulla stampa definitiva, sia sulle bozze fatte in casa. Se poi avete a cuore la diffusione della vostra idea, vi sarà ancor più economico stampare diverse copie ridotte in A4 con la stampante domestica
- Siate semplici. Poche informazioni importanti, ben esposte attraverso grafici, ideogrammi e brevi testi (massimo dieci righe)
- Siate chiari. Fate il test della nonna (o della mamma). Se osservando le tavole capisce quasi immediatamente il progetto, allora è tutto ok!
- Siate multimediali. Una buona presentazione di 10 minuti in Powerpoint vale molto di più di 50 tavole A0
- Siate accessibili. Il vostro professore è un ipo-vedente ottantenne (magari anche un poco vanitoso)? Non siete i soli, state tranquilli. Iniziate ad usare font senza grazie (no Times New Roman, si Verdana) con una dimensione minima pari a 16
P.s.: l'immagine in alto è volutamente ignobile.
14 commenti:
Hai ragione, con i miei compagni di laboratorio passiamo decisamente più tempo ad impaginare che a disegnare!!
Sono d'accordo che non sia una pratica corretta, ma qui a Firenze i prof giudicano molto la resa estetica....
Ciao!
ovunque la resa estetica ormai conta molto..perchè bisogna sempre cercare di "vedere" il proprio progetto al meglio...e ahime.. dobbiamo sapere un po di tutto e sempre di più!!!
..ma questo sito aiuta molto! :)
Il doping grafico ha dei pro (si impara qualcosa di diverso, sul lato grafico come su quello comunicativo, che può sempre tornare utile) ma soprattutto dei contro: l'architettura va a farsi benedire, lo studente spende una montagna di denaro, ....
E' chiaro che le pressioni vanno fatte sui professori che "pretendono" senza fornire mezzi. Ma anche sugli studenti in competizione per l'effetto speciale.
Condivido pienamente i tuoi consigli. Purtroppo la presentazione prende il sopravvento sui contenuti anche nel lavoro, non solo all'università (dove, al limite, si potrebbe anche considerare che imparare a usare photoshop sia propedeutico). Quando il capo ti dice: "Non perdere tempo a fare il progetto, fai solo un paio di bei render", forse bisognerebbe farsi delle domande!
Ma i clienti sembrano essere contenti di essere stupiti con presentazioni ad effetto, anche se prive (fortunatamente non sempre) di contenuti. Vabbé...
GRANDE MARCO!
Ed io che pensavo di essere "obsoleta" quando cercavo di capire "l'anima" di un progetto tra mille "effetti speciali"!
Ma allora..esiste ancora qualcuno che pensa che per "fare architettura" sia indispensabile solo un LAPIS (quelli di legno che si temperano) ed un pezzo di carta! Il prof. Greco di Arte dei Giardini "pretendeva" tavole a matita su carta lucida (standard, anche da schizzi) o bianca "spendete troppo per fare gli esami" ripeteva.
Come cambiano i tempi!
ma il riferimento all' è per caso al prof. Spagnesi?? no, perché sembra proprio lui!
mela
No dai, il Verdana sulle tavole no! :-)
@ Alessandro: tu guardati le tavole che fanno in Wordart e poi ne riparliamo del Verdana (che vale solo come esempio, ragazzi!).^___^
@Mela: Spagnesi? Chi era costui? ^___^
Il problema è che allo IUAV vogliono proprio le 50 tavole in A0... con tutte le scale dal 10000 al 20 nessuna esclusa... poi vedi le tavole che presentano ai concorsi internazionali, e magari sono 5 o 6 A1 da cui non si capisce niente... ma con molti rendering.
Ah dimenticavo. Il book. Formato A4. Contiene tutto ciò che NON sei riuscito a far stare nelle tavole. Stampato in carta lucida, impaginato come una rivista... minimo 30 pagine... più i modellini, anche loro almeno a 3 scale diverse...
Cmq sono d'accordo con voi ragazzi, viva il bianco e viva prospetti e sezioni, abbasso il rendering. ciao
manuel
FRANZ...
Pensate al VOSTRO progetto...
bene ora crecate DI VENDERLO
buon lavoro a tutti
Assolutamente condivisibile.
E un plauso speciale per la conclusione :D
GUAINA...
Oggi gli esami di laboratorio si fanno in gruppo..così esce il tempo per pompare le tavole: se il progetto non è valido si vede subito
Be' credo che la verità stia nel mezzo. C'è chi con 3 schizzi fa capire alla nonna ;-) un progetto..c'è chi invece come tu ben dici ha necessità di fare 15 tavole "pompate". Ma le precedenti cose non significano che un progetto è più o meno valido, ma solamente il fatto che "il progettista" sia in grado di comunicare l'idea o meno.
Direi però, che ti appoggio sul pensiero. Quanto rido quando agli esami si presentano con le tavole su carta fotografica muahahah saluti.
max
Beh mi sembra una vera ipocrisia, visto che ormai ad architettura se consegni una tavola con intestazione scritta in nero e fondo bianco rischi di essere bocciato nonostante il progetto sia sublime.. Se il sistema non cambia è inutile ostinarsi ad andare contro corrente da semplice studente. Se volete laurearvi con un bastone tra le ruote seguete questa guida.
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