"Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza" H. G. Wells
Non adoro citare le notizie di Repubblica.it o degli altri quotidiani on-line ma di tanto in tanto è lecito piegarsi a uno dei vizi della blogosfera. Torniamo a parlare di bici con questo articolo:
Che tradotto, diventa così:
In Italia muoiono ogni anno per varie cause più di 300 ciclisti
Rende poco l'idea.... aggiungiamo i danneggiati totali. Si sa, i morti fanno notizia, ma un paziente a maxillo-facciale o ad ortopedia, no:
Ogni anno in Italia più di 15.000 ciclisti vengono uccisi o feriti per varie cause
Adesso sono le "varie cause" a darmi fastidio. Proviamo ad inserire qualche colpevole:
Ogni anno in Italia più di 15.000 ciclisti vengono uccisi o feriti a causa della cattiva condotta di automobilisti, motociclisti o dell'incuria delle strade.
Ecco, adesso suona molto meglio! 15.000 è un discreto numero e rappresenta egregiamente la mattanza in corso d'opera.
Immaginiamo quindicimila volte un groviglio costituito da carne, ossa frantumate e carbonio creato attraverso l'improvviso scontro con una tonnellata circa di acciaio e plastica (quando non si ha la sfortuna di incontrare un SUV, altrimenti si tratta di 2,5 t) a una velocità media di 60 Km/h.
L'automobilista è sempre ben protetto. Ha le sicure alle portiere e i finestrini ben chiusi in caso di malfattore da semaforo. Ha 12 airbag e una gabbia deformabile in caso di tamponamento in coda. Ha l'aria condizionata in caso di calura semaforica dovuta all'aria condizionata e ai finestrini chiusi. Ha la cintura. Anche quella di sicurezza.
Il ciclista ha dalla sua, la buona sorte e la prudenza. Al massimo aggiunge alla somma un caschetto.
il ciclista è una delicata farfalla che volteggia con una certa apprensione nel mezzo d'una mandria di rinoceronti stressati e stitici.

Se sei una farfalla, ti consiglio una lettura: l'enCICLOpedia di sopravvivenza metropolitana, disponibile on-line in formato PDF e già distribuita durante la Ciemmona 2006, che contiene informazioni utili e numerosi consigli informali.
Ai rinoceronti consiglio... delicatezza. Tanta delicatezza (e un po' di prugne).
_siti di riferimento:
L'automobilista è sempre ben protetto. Ha le sicure alle portiere e i finestrini ben chiusi in caso di malfattore da semaforo. Ha 12 airbag e una gabbia deformabile in caso di tamponamento in coda. Ha l'aria condizionata in caso di calura semaforica dovuta all'aria condizionata e ai finestrini chiusi. Ha la cintura. Anche quella di sicurezza.
Il ciclista ha dalla sua, la buona sorte e la prudenza. Al massimo aggiunge alla somma un caschetto.
il ciclista è una delicata farfalla che volteggia con una certa apprensione nel mezzo d'una mandria di rinoceronti stressati e stitici.

Se sei una farfalla, ti consiglio una lettura: l'enCICLOpedia di sopravvivenza metropolitana, disponibile on-line in formato PDF e già distribuita durante la Ciemmona 2006, che contiene informazioni utili e numerosi consigli informali.
Ai rinoceronti consiglio... delicatezza. Tanta delicatezza (e un po' di prugne).
_siti di riferimento:
- la voce bicicletta, su Wikipedia
- elogio alla bicicletta
- vorrei che tu... su beppegrillo.it
- il blog roma pedala

4 commenti:
eh caro marco una tragedia; é vero.
Ma.:
la buona educazione dei ciclisti?
la vogliamo prendere in considerazione anche quella?
Dalle parti mie hanno appena finito di costruire una lunghissima pista ciclabile che si snoda lungo una ferrovia dismessa e che ti consente di andare da Bolzano al bel laghetto di Caldaro.
Tra tunnel, aree di sosta, illuminazione e segnaletica è un vero piacere farsela tutta.
Cionondimeno capita (eccome se capita) che in una via di montagna stretta (ma alternativa alla suddetta pista) di incappare dopo una curva nell'immancabile snervante coda con alla testa un cinquantenne ridicolmente vestito, sudato come un cavallo che arranca.
In quei casi ammazzarlo magari no.
Ma un centocinquantacinque euri di multa... io glieli darei.
Ciao Curzio
La buona educazione dei ciclisti finisce a 50 metri dalla porta di casa, stroncata dalla maleducazione sistematica degli automobilisti.
Magari ne riparliamo quando potrà accadere che, svoltando distrattamente, saremo in grado di ammazzare un automobilista senza farci un graffio: fantascienza...
P.s.: ciao marco, Andyted mi ha segnalato il tuo sito, ma penso che già mi leggi su RomaPedala.
@ Curzio. Magari sul vestiario ridicolo dei ciclisti sportivi ti do anche ragione! Però mi concentrerei per adesso sull'ambito urbano, che è quello più problematico per noi del mestiere "quasi più antico del mondo".
@ Marco. Le farfalle infatti vanno sempre preservate. I rinoceronti sanno già difendersi da soli. Ah, già, RomaPedala è da tempo nel Mare Magnum dei miei Feed RSS! Grazie per la visita.
ho smesso di andare in bici da quando sono tornata dalla Spagna... a Roma è impossibile, altro che farfalla, sei proprio un bersaglio, ed hanno pure chiuso la pista ciclabile sotto casa (fatta ovviamente solo per passeggiate sportive, non sia mai si voglia usare la bici come mezzo di trasporto utile), per "restauri"! Speriamo almeno che in 10 km mettano una fontanella!
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