11 giugno 2007

Pintday.org, guida ad un'architettura irriverente


Osservazioni acute, critiche aspre e pungenti, situazioni paradossali e contraddittorie, il tutto condito con un pizzico di ironia, di colore e di leggerezza. Ma chi è il protagonista indiscusso, il soggetto a cui sono rivolte simili attenzioni? Ovviamente l’architettura.

Questo tema, affrontato dagli studenti della Scuola di architettura di Dalhausie (Halifax della Nova Scotia, in Canada), è trattato in maniera un po’ insolita, ma estremamente divertente: attraverso il fumetto. Il carattere accattivante della narrazione riesce a catturare magneticamente l’attenzione di chi naviga nel web.

L’immagine di architetto che da qui emerge non è proprio delle migliori. Vengono, infatti esasperate quelle caratteristiche più palesemente visibili, ma che spesso appartengono al luogo comune: l’architetto simile ad un’ artista bizzarro che veste di nero e che vive in una dimensione parallela, lontana dalla realtà. L’architetto che progetta e realizza prodotti poco funzionali, e non rispondenti alle esigenze della committenza.


Nulla di preoccupante. È tutto nella norma, in fondo si tratta di pura e semplice satira, e in quanto tale mette a nudo, esasperandoli, gli elementi di debolezza di un sistema consolidato.

Ma bersaglio degli studenti di Dalhausie, è in fondo l’intera dimensione dell’architettura, che va dal mondo del lavoro, al mondo delle scuola, in cui i problemi di logistica o la spesa eccessiva che essa costituisce, sono all’ordine del giorno.


È chiaro come il fine ultimo di questo di gioco sia un invito alla riflessione, una maggiore coscienza e conoscenza della propria condizione; e il fumetto è il modo migliore per farlo, perché diretto, immediato e di facile comprensione; il mezzo più appropriato per demistificare false verità.
A fare da cornice a tale irriverenza, è l’intero sito in cui questa sezione, presentata come una vera è propria guida, è inserita: pintday.org è un’editoriale in rete, aggiornato ogni martedì, in cui vengono trattati gli argomenti più variegati. Accanto alla guida sull’architettura infatti troviamo:
I suoi ideatori, Kjell Wooding e Evan Spence, i pint boys, sono convinti che alla base di ogni cosa ci sia una pinta di birra, e con questo presupposto, si capisce, lo spirito non convenzionale di affrontare e trattare la realtà circostante; a prima vista potrebbe sembrare un inno al paradiso artificiale della birra, come unico metodo per portare alla luce corrispondenze altrimenti non visibili. In realtà non è così. Diciamo solo che la birra fa da background, da elemento unificatore, alla loro attività.

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