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26 febbraio 2007
Royksopp, Remind me. Musica + architettura + grafica
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A proposito di sicurezza stradale...a gamba tesa
Se chi vi scrive son sempre io e non qualcun altro più bravo e meritevole, lo dovete al fatto che andavo piano, portavo il casco ben allacciato e... che ho avuto una buona dose di cul... fortuna. Quindi, rivedetevi il post sulla sicurezza stradale, fatene tesoro, inviatelo ai vostri amici o conoscenti più scavezzacollo (per non dire peggio...ricordate che il collo a rischio non è solo quello loro) mentre io mi godo un po' di riposo a gamba tesa.
* naturalmente, il parlare di sicurezza stradale, non porta sfiga.
** un salutone (alla gloria, perché non credo che leggano AiP) ai membri dell'autoambulanza che mi ha caricato. Scusate per le telefonate che vi ho scroccato e grazie per avermi ricordato attraverso il vostro lavoro di quanto sia ancora valido il nostro servizio sanitario pubblico, parallelarmente alle storie di "malasanità". Per ogni parassita che esiste, c'è sempre qualcuno che fa il doppio del lavoro per portare avanti la baracca.
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25 febbraio 2007
La Legge in scatola. Le koban, ministazioni di polizia giapponesi
Perché? Perché l'italiano si sentiva nel proprio quartiere insicuro (o lo facevano sentire minacciato i continui servizi dei telegiornali e dei giornali locali) e il rapporto con le forze dell'ordine risultava deteriorato da tempo. Quindi, con l'introduzione dei poliziotti di quartiere il punto di incontro più vicino, immediato, tra Stato (sicurezza) e cittadino non sarebbe stata più la Questura o la "volante" ma una coppia di poliziotti fissi inseriti stabilmente nell'abitato.
Ora, non so voi, ma questo miglioramento del rapporto io non l'ho percepito. I PdQ li vedo raramente, forse perché sono pochi, forse perché vigilano su aree enormi, forse perché sono più utilizzati nelle zone centrali. Forse... c'è un altro motivo: non esiste nessun elemento architettonico posto nel quartiere che permetta al cittadino di identificare la presenza dello Stato come una costante rassicurante.
Facciamo ora un bel salto spaziale e cambiamo continente. In Giappone esistono le koban. Sono delle micro-stazioni di polizia, disseminate nel territorio urbano e rurale, che contengono al massimo 2-3 poliziotti. Sono la spina dorsale della Polizia giapponese.
Le koban sono collocate in punti strategici, come le stazioni della metropolitana e i centri commerciali ma è possibile trovarle anche nelle più remote aree residenziali. Dal punto di vista architettonico, potrebbero rientrare in quelle pet-architecture, micro-architetture giapponesi che sfruttano gli spazi interstiziali della città, in estrema contrapposizione alle macro-architetture.
Possiamo candidamente ammettere che la stragrande maggioranza delle koban sono delle brutte scatole di cemento. Ciò nonostante a Tokyo, se si sa cercare, è possibile trovare degli interessanti esempi, dove le necessità funzionali si uniscono a una fantasia del costruito tipicamente giapponese.
Vedi anche:
- Pet architectures, le architetture da compagnia
- Altri post di AiP sul Giappone
Collegamenti esterni:
- koban.fr, sito francese dedicato alle koban. In fase di ricostruzione.
- Koban, voce della Wikipedia (EN)
- Il sistema di polizia giapponese, voce della Wikipedia (EN)
- Inside the box. La vita dei poliziotti all'interno delle koban. Dal giornale giapponese in lingua inglese Metropolis Tokyo (EN)
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24 febbraio 2007
The Digital Architects, tutorial per 3D Studio ed altro
Personalmente seguo una ventina di podcast. Seguo, è una parola grossa, perché alcuni li ascolto giornalmente mentre lavoro, altri li consulto solo quando mi servono realmente.

Naturalmente il contenuto è in inglese (come del resto il 90% dei materiali che potete trovare sul web) ma facilmente comprensibile.

Scott, con quello che produce ci campa. Quindi di gratuito trovate il podcast (ben realizzato, va detto) alcune demo, diversi modelli 3D, delle routines LISP per AutoCAD. Se volete approfondire, il resto del materiale, come d'altra parte i libri, sono in vendita online, a prezzi tutto sommato accessibili.
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23 febbraio 2007
Sicurezza stradale... un piccolo aggiornamento
Un grazie ad elmanco.com, che con un suo post dedicato ai limiti di velocità massima, mi ha fatto scattare la molla su questo argomento che ho sempre avuto a cuore.
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Due modi di vedere la stessa cosa... le campagne sulla sicurezza stradale
Questa qui sopra è la campagna dello stato del Texas contro la guida in stato di ebbrezza. La testimonial è Jacqui Saburido. All'età di 20 anni è stata coinvolta in un incidente stradale a causa di un altro guidatore, ubriaco. La sua automobile ha preso fuoco. Il messaggio è chiaro ed agghiacciante: not everyone who gets hit by a drunk driver dies. Ovvero, alle volte la morte non è il male peggiore (questo perché tendiamo a dare molto più significato ai "morti" che ai feriti, non considerando minimamente cosa possa voler dire "ferito"). Ecco il video:
Altro esempio. Nel Regno Unito, la campagna Think. Mentre noi tentiamo ancora di convincere le persone ad usare un auricolare oppure ad allacciare le cinture di sicurezza, loro dicono di spegnere completamente il telefono e di allacciare le cinture anche nei sedili posteriori (su, dai, ma chi lo fa da noi?).


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21 febbraio 2007
Tutto torna su, prima o poi
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L'Italia lascia un altro segno... di...
L'Italia lascia un segno. Di mm... cac.. pupù e perdonatemi per la parola ma è quella che riassume meglio questo nuovo logo, ideato per promuovere l'Italia nel mondo e promosso proprio oggi (giornata veramente di cacca, per il Governo... sigh... non voglio altri 5 anni di B., non costringetemi ad emigrare...) da Prodi, Rutelli e dal sottosegretario Levi. Ma che diavolo è quella cosa verde al posto della t? Una cotoletta vegetariana? Il piede di un ornitorinco? La proboscide di un elefante? O qualcosa di più malizioso?
Dalla presentazione del logo: "non abbiamo voluto enfatizzare gli stereotipi positivi dell'Italia... abbiamo cercato di combinare due dimensioni, classicità e futuro..."Nel novembre 2006 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto una gara per l’ideazione di un logo per la promozione dell’Italia nel mondo. Il nuovo logo non sostituirà ma si affiancherà ad altri già esistenti di proprietà di enti e istituzioni con finalità simili. Un simbolo duplice, dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere. Con questa operazione si vuole trasmettere il progetto di un Paese più affidabile e responsabile, ma sempre connotato da eleganza, creatività, flessibilità e vitalità. Un Paese capace di evolvere e guardare al futuro senza cancellare i tratti migliori della sua identità.
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20 febbraio 2007
Armando Brasini, Italian Palace of Soviets
Torniamo indietro nel tempo, nel 1931: in Spagna si proclama la Repubblica, a Roma si inaugura la seconda mostra sull'Architettura Razionalista e a Mosca viene indetto un concorso internazionale di architettura per la realizzazione del Palazzo dei Soviet.

La giuria, cioè Stalin, decide che una soluzione razionalista, quindi orizzontale, non è sufficiente per celebrare l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Meglio una struttura verticale, una torre. Ancor meglio se classica o quantomeno classicheggiante. D'altra parte, prima dei Soviet, c'erano gli Zar. Zar da Czar, Cesare, e così via, fino a Stalin. Parole a parte, la sostanza rimane la stessa.

Al concorso partecipano più di 160 architetti provenienti da tutto il mondo. Tra questi, sembra avere la meglio il russo Boris Iofan, che ha nel cuore un po' d'Italia, avendo studiato e fatto praticantato per dieci anni - dal 1914 al 1923 - nello studio romano di Armando Brasini.
Brasini, per intenderci, il progettista di Ponte Flaminio, della chiesa di Piazza Euclide, del Palazzo del Governo di Taranto.

Iofan, che interpreta il concorso con una sorta di Mausoleo di Alicarnasso sormontato da una Torre di Babele con in cima una colossale (qui le iperboli si sprecano) statua di Lenin, insiste per richiamare il proprio maestro alla competizione e Brasini vi partecipa. I suoi lavori, anche se non arrivano al primo posto, vengono giudicati in maniera positiva e ricevono una menzione da parte della giuria.

Dopo la caduta del Fascismo, Brasini viene dimenticato. Si, la sua architettura stride coi tempi, è più Ottocento che Novecento. E' più Stato che Corporation.
"Brasini è uno dei grandi "intrusi" dell'architettura del Novecento: i suoi progetti e le opere, che pure hanno indubbi pregi architettonici, tranne rari momenti di casuale sintonia con lo spirito del tempo rappresentano, in genere, uno dei casi di allontanamento e rimozione di tale spirito. [...] Molte delle sue architetture danno l'impressione di un adipe aggiunto ad un organismo originario che aveva, se non l'eleganza, la coerenza delle strutture barocche. [...] Brasini è un anacronista che ha vissuto il suo tempo sempre all'opposizione, che ha avuto successo basandosi sul possibile equivoco di una sintonia con i conservatori al potere quando in realtà conservatore non era perché la sua opera ha un segno ben diverso da quello tardo eclettico che dominava l'inizio secolo. Brasini è stato un innovatore e un radicale, ma nella direzione opposta, in un certo senso è stato il primo protagonista di quella che Argan chiama L'avanguardia dei gamberi." I grandi architetti del novecento, Paolo Portoghesi p 154-156
"Ricordo con assoluta chiarezza il disprezzo con il quale, negli anni sessanta, si guardava all’opera e alla figura di Armano Brasini da parte di una certa intellighenzia architettonica romana che definiva “tronfia e ottusa” la sua pur cospicua presenza nel panorama culturale della città. [...] Armando Brasini veniva quindi considerato, per lo più, come un originale mestierante che, costruitosi una solida fama ed una solida posizione professionale al di fuori dei circuiti “colti” dell’Accademia locale e, senza cedere, più di tanto, alle sollecitazioni delle mode straniere, continuava imperterrito il suo anacronistico dialogo con i grandi architetti del passato. La sua passione per il barocco romano e per Bernini, in particolare, lo faceva apparire come l’ultimo e spaesato epigono di una grandiosità romana del tutto fuori dei tempi e dei modi, dei modelli e delle mode, di più recente e diffusa affermazione internazionale". Giorgio Muratore, introduzione al catalogo della mostra, archiwatch.it
Per approfondire:
- Biografia di Armando Brasini, archinfo.it
- Peter Blake, sull'architettura sovietica, archrecord.construction.com
- Giorgio Muratore, Armando Brasini, un maestro romano per l'architetto di Stalin, archiwatch.it
- Takehiko Nakamura, The Palace of Soviets, video, MIT
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Fastlinks 005 - Attivissimo, na3, imparare a fotografare, blocco creativo, organismuseum

_Lo studio di architettura na3 è alla ricerca di un nuovo architetto. Inviare il c.v. entro il 23 febbraio 2007. [via | na3blog]
_Imparare a fotografare, il corso base. Un primo approccio alla fotografia per principianti, il tutto online o via PDF. [via | scattodesign.com]
_Come evitare il blocco creativo. Cerchiamo i giusti stimoli. [via | grafica3dblog.it]
_Organismuseum, un museo virtuale 3D navigabile tramite browser. [via | desmm.com]
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18 febbraio 2007
Improvvis-azioni, AiPodcast va a Udine
Hanno stampato delle locandine - ne vedete una qui sopra - e hanno inserito la notizia sul loro sito web. Sul sito mi soffermo un poco. Contiene l'indispensabile per uno studente. Siti, riviste, file, notizie. Ed è logico, perché è fatto da uno studente.
Torniamo al discorso principale. Per organizzare una cosa del genere, serve veramente poco: un'aula, un proiettore (di quelli usati durante le lezioni), un portatile. Naturalmente, anche un pubblico. Obietterete che magari erano pochi, al massimo una decina. Poco fà. Il punto principale è la voglia e la capacità d'organizzare, di fare.
Qualche anno fa ero un erasmus, ospite dell'EAL di Lille, in Francia. All'interno della scuola, gli studenti erano coinvolti sia nell'organizzazione, sia nelle attività culturali. Un piccolo esempio. Poniamo assieme alcune condizioni di base: un locale vuoto all'interno della facoltà, la necessità degli studenti di avere a disposizione materiale di cancelleria, informatico, per plastici; la voglia di guadagnare qualche soldo. Il risultato all'EAL è stato un piccolo shop, gestito da studenti, prezzi modici, orari discreti.
Funziona uguale da noi? Forse no. Forse si. Nel mondo reale possiamo incontrare mura, ostacoli, salite. Nel mondo virtuale (virtuale, non irreale), il web, abbiamo invece mano "quasi" libera. Possiamo condividere, diffondere, pubblicare. I lavori realizzati per laboratori e concorsi, anziché rimanere in un cassetto, possiamo gettarli nella rete con una licenza creatice commons appiccicata loro.
Come iniziare? Beh, quella che segue non vuole essere una lista completa o universale delle risorse online, ma solo uno spunto per fare il primo salto. Oplà.
portoflio & community
- forumer.com, creare il proprio forum gratuitamente e senza banner
- youtube.com
- archive.org
- lulu.com, pubblica e vendi
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17 febbraio 2007
Intervista doppia tra Architettura in Progress e ArchitettiSenzaTetto

Intervista in formato PDF, 52Kb
AST: Purtroppo una semplice constatazione! Il nome è nato proprio nel momento in cui stavamo cercando casa! Ma dentro c'è anche tutta la nostra filosofia, la "vision" come dicono quelli fichi.
AiP: ...e ora l'avete trovata?
AST: Uno di noi si! Tutti gli altri sono ancora alla ricerca. Ehi, tocca a me!
Ti copio: Architettura in Progress: un programma, una presa di posizione, una situazione di fatto?
AiP: Una derivazione. Prima venne Works in Progress, poi Japan in Progress, sull'architettura giapponese... infine AiP. Il "progress" perché non riesco mai a concludere, a terminare un progetto come vorrei. Ora, spiegami meglio questa "miscion" o "viscion" della mancanza di tetto...
AST: Ok, la risposta è impegnativa e prevede più alternative:
- c'è una forte contraddizione nella nostra vita di architetti perchè progettiamo case ma non ne abbiamo una, oppure l'abbiamo ed è peggio di uno stanzino, insomma predichiamo bene e razzoliamo male. Come spesso accade i rendering sono meglio della realtà;
- essere senza tetto implica essere liberi di fare, dire, pensare senza padroni o vincoli, e questa è più un'aspirazione;
- il nostro è uno spazio aperto e ospitale per tutti quelli che sentono di non avere un tetto sulla testa.
AiP: Nacque tutto da una mail di un mio amico che voleva farmi conoscere il suo nuovo blog. Un blog personale, tipo: "oggi sono andato bene di corpo..., queste sono le foto delle vacanze a Velletri, ecc.". Vedo il blog e penso: "beh, non sarebbe male sfruttare questo mezzo per fare qualcosa di utile sia per me, sia per altri studenti". Qualcosa per evitare di ripetere sforzi già fatti da me per trovare soluzioni o alternative.
Ma ora sta a me... domanda facile: Chi sono gli architetti senza tetto?
AST: Ma insomma: tu faresti la stessa domanda a Zorro?!?!?!?!
AiP: L'identità segreta di Zorro è ben nota, perché il lettore deve sempre sapere chi sia il proprio supereroe. Deve condividere il segreto con lui. Spiderman = Peter Parker. Chi non lo deve sapere, ai fini dello sviluppo della trama, sono invece i comprimari!
AST: Siamo un gruppo di architetti: lavoriamo, viviamo insieme, passiamo il tempo, ci divertiamo, ci incazziamo, ci scazziamo, facciamo pettegolezzi e scherzi, insomma siamo come tutti quelli che lavorano in uno studio di architettura, condividendo progetti, lavori, panini.
Aspetta, vogliamo dare una descrizione più pregnante di ognuno di noi...
Allora, andiamo con ordine:
- rem = addetto al caffè, amante del web, pasticcere mancato, frase tipica: "veramente?!?!?"
- massimiliano= lookologo dello studio, amante del mac, esperto di musica; frase tipica: "ma dai?!?!?!"
- denise = addetta ai pannolini, amante del fumetto, esperta di barbara streisand e piani regolatori; frase tipica "fico"
- peter = addetto al grappino, amante della pittura, impaginatore eccelso, 3Dnomane; frase tipica "Ma porca tr..."
Domanda a bruciapelo: dicci quattro architetture e associa a ognuna una canzone
AiP: Domanda non facile. Fatemi pensare. Scavo nei ricordi...
- Euralille di Rem K., musica degli Air.
- Sacrario delle Fosse Ardeatine, musicato da Erik Satie.
- Estensione al Museo Nazionale Giapponese a Ueno (Tokyo), Taniguchi. Musiche di Sakamoto.
AST: Vabbè, te l'abboniamo!
AiP: Mi verrebbe da contraccambiare con altre domande del genere, invece sarò magnanimo (come si dice a Roma): Tra tutti i blog di architettura che leggo, il vostro è l'unico che ha una community o qualcosa di simile alle spalle. Come mai? Quale è la ricetta?
AST: Una parola sola: CAZZEGGIO!!! Tocca a noi: che risposta ha avuto il tuo blog all'interno della tua facoltà?
AiP: Poca. Ho affezionati lettori da Torino, Siracusa, Firenze, Milano... studenti e architetti... si ci sono anche studenti della mia facoltà, ma se vediamo il totale, sono pochi. Dovrei fare un censimento, ma ho paura dei risultati! Beh, se ci siete, battete un colpo!
AST: Che facoltà frequenti?
AiP: Frequento la facoltà di Vallegiulia. Quella dell '68, di Venditti e altro ancora...
AST: Approfondiamo: per un semestre ho tenuto un corso a Vallegiulia e gli sono affezionato...
AiP: Ok. Vai con le domande allora tenendo presente che ho la tesi in corso d'opera e che sono, come dire... giudicabile.
AST: la situazione delle facoltà di Vallegiulia è abbastanza tragica quanto a logistica, mancano gli spazi e le attrezzature, ma mi ha sempre colpito lo spirito di intraprendenza e adattamento degli studenti: il tuo blog nasce in questo spirito?
AiP: Anche. Da noi manca quasi tutto. Internet ad esempio. Però ogni tanto salta fuori qualcosa di buono. Spero che il mio blog rientri nella categoria. Devo dire che ho provato più volte a coinvolgere altri studenti, però... il 95% sono costretti ad affrettarsi dietro scadenze, crediti, "tirocini", marchette. Poi ci sono i delfini - les dauphines - quelli che sfruttano la legge salica, che erediteranno un domani tutto. Non è una situazione facile, ma si tira, appunto, a campare.
AST: Sembra che il tratto saliente del tuo carattere sia l'ottimismo...
AiP: eheh. No, vedo ancora il bicchiere mezzo pieno!
Nuova domanda: una volta il grand tour si faceva a Roma. Poi venne New York. Qualcuno ora dice Tokyo. Voi a NY ci siete stati poco tempo fa portandovi appresso pure il blog. Che esperienza è stata?
AST: Esperienza fantastica, non per l'architettura, ma per la vita e le persone che incontri. Portarci dietro il blog è stato bello, è stato un modo di condividere con tutti gli amici le esperienze che stavamo facendo.
Hai mai fatto concorsi di architettura? E se si, cosa ne pensi?
AiP: Si, ne ho fatti e ne sono un sostenitore convinto. Trovo che siano indispensabili per la formazione dello studente e che dovrebbero essere inseriti come argomento all'interno dei laboratori di progettazione, come accade già all'estero. Il mio primo concorso è stato "Lo spirito di Stella", nel 2005-06.
Ora farò delle domande a raffica. Ditemi: 5 siti web da linkare, 4 film da vedere, 3 libri da leggere (d'architettura ma non solo), 2 giovani architetti da seguire, 1 maestro da riscoprire...
AST: siti, dottorato di ricerca DART; flickr.com (qui c'è qualcuno che ne è drogato); in generale tutti quelli che sono linkati in AST.
film: Playtime; Hedwig and the angry inch; Appuntamento a Belleville; Cabaret.
libri: Perec, La vita istruzioni per l'uso; Ballard, Il condominio; Topotip va dai nonni
giovani architetti: noi (ovviamente), Camillo Botticini, Liverani e Molteni, Cuzzolin e Pedrina.
Maestro: Ignazio Gardella
AiP: Beh, per adesso sono sazio! vi lascio l'ultima domanda
AST: Indovina un po': 5 siti web da linkare, 4 film da vedere, 3 libri da leggere (d'architettura ma non solo), 2 giovani architetti da seguire, 1 maestro da riscoprire.
AiP: Porc... chi di domanda ferisce... eh eh dunque...
siti: attivissimo.net, elmanco.com, archive.org, archiwatch.it, infine progettarepertutti.it
film: I sette samurai, Ultimatum alla terra, Il dottor Stranamore, Il grande capo.
libri: mi avete rubato Il condominio di Ballard... ribatto allora con: Pennac, Come un romanzo; Cipolla, Tre storie extra-vaganti; Herbert, Dune.
giovani architetti: non sono giovani, ma... punto su Shigeru Ban e Toyo Ito.
come maestro da riscoprire: Nervi.
AST: Non vale, che fai come l’Almanacco di Casabella. Giovani architetti italiani in cui il più giovane ha 70 anni?
AiP: Esatto, proprio così! Adesso non posso giudicare... direi che non ho ancora sviluppato il necessario giudizio critico!
AST: Stoppiamo?
AiP: Come no?!
Vedi anche:
- Blogarchitettura, l'esplorazione del mondo contemporaneo
- AiPodcast 001 - dialogo con Andrea da Bolzano
- CafféArchitettura incontra Marco Calvani
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16 febbraio 2007
Finder! Find Bill Gates and delete him.
Yes, my lord?
Find Bill Gates and delete him!
With pleasure.
Then, empty the trash...
UAUAHHHA!!!
I'm the mighty Finder! I can find anything
...
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15 febbraio 2007
Software free, update in corso...
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12 febbraio 2007
Podcast? Feed?
Facciamo subito un esempio, anzi, un test. Leggiamo assieme la seguente frase:
Un feed RSS è invece una maniera semplice ed immediata per usufruire dei contenuti del web. Attraverso questo tipo di feed è possibile ricevere direttamente sul proprio computer gli aggiornamenti delle novità o degli aggiornamenti di un sito internet. Questi feed alla fine non ci devono spaventare più di tanto perché non sono altro che degli indirizzi come questo che segue, appartenente a repubblica.it:
Se volete invece scaricare direttamente un contenuto, basta andare in basso a destra, scegliere la puntata che volete e cliccare su play now.

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Fastlinks 005 - come diventare architetti famosi, gmail, 100 migliori font, Sgarbi

_Gmail, la mail di Google è diventata libera, aperta a tutti senza alcun invito necessario. [via | DesMM.com]
_Il sito tedesco Fontshop.de dedica un minisito ai 100 migliori font. I primi tre sono Helvetica, Garamond e Frutiger. Cliccando su ogni font è possibile leggerne la storia. Il sito è in tedesco, ma per averne un'idea è sufficiente tradurlo con una delle tante risorse online. Personalmente in questi casi adopero un'estensione di Firefox, Translator.
_Culi frementi. Sgarbi, la mostra a Rovigo del pittore Mario Cavaglieri. In dietro le quinte ragionato scritto da Martino Pietropoli, sul suo blog: blog.dimensioni-interni.it
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09 febbraio 2007
AiPodcast 003 - Annarita Papeschi
Probabilmente in un futuro non troppo lontano troveremo in questo gotha il nome di Annarita Papeschi, italiana in trasferta londinese che ha da poco concluso il master alla AA e con la quale ho avuto il piacere di parlare più volte e infine di registrare la nuova puntata del podcast.
Durante la conversazione, che potete ascoltare attraverso il nuovo feed suddivisa in due parti, Annarita mi ha raccontato della Scuola, del suo interessante progetto di fine corso e della vita da studente AA.
Sommario della prima parte:
- Introduzione, chi è Annarita?
- Architectural Association, Londra
- Zaha Hadid, progetto per Londra 2012
- Il progetto: centro olimpico
- La genesi del progetto: serial drippers VS electric fields
- Studiare alla AA. Dormire poco, mangiare poco. Lavorare tanto.
Su questo feed trovate le puntate in m4a, un formato ideale per la visualizzazione su iPod o iTunes e molto comodo perché può contenere oltre all'audio, immagini e links. Personalmente trovo molto utile avere delle fotografie di supporto, quando si ascolta una descrizione di un progetto. Ma, se avete la possibilità di ascoltare solamente in formato mp3, allora l'indirizzo che fa per voi è:
Collegamenti esterni:
- Architectural Association School, sito ufficiale
- AA su wikipedia
- aadrl.net, AA design research lab
- DRL_video+photos, un post sul blog Made in California, dove viene anche citato il progetto di Annarita
- Intervista a Zaha Hadid su designboom.com. Un consiglio, aprite piano piano il link.
- Due post di Antonino Saggio sulla AA: Lecture at Architectural Association in London e Jury at London AA.
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12:08 PM
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08 febbraio 2007
Di nuovo in onda. Un nuovo feed per il podcast.
Una buona notizia. Ieri RadioPodcast.it ha finalmente riattivato i suoi servizi di hosting. Non so per quanto durerà, ma per adesso voglio pensare positivo (probabilmente inseriranno delle tariffe).
Ahimè, durante questo periodo di black-out forzato, ho cercato una qualche soluzione che potesse permettere agli iscritti al podcast di continuare a ricevere le news. Alla fine ho creato solo confusione e pasticci ed ora sono costretto a fare ordine creando un nuovo feed per il podcast. D'ora in poi l'indirizzo da inserire nel vostro aggregatore (iTunes, Juice, ecc.) sarà:
Riassumendo (e credo sia necessario!):
Il feed del blog rimane il solito:
Il feed del podcast è:
E' possibile scaricare le puntate del podcast in versione mp3 su:
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07 febbraio 2007
Febbraio 2007, gli appuntamenti del mese
[via | 06blog.it]
_Architettura contemporanea Portoghese. Nuova esposizione alla Casa dell'Architettura di Roma dedicata agli architetti del Portogallo dagli anni '40 ad oggi. In parallelo, una serie di conferenze con gli architetti. Gratuito. Roma, 12 febbraio - 4 marzo 2007
[via | casadellarchitettura.it]
_L'ebanista in live. L'ebanista Rizzetto realizzerà dal vivo la famosa panca Ripples disegnata da Toyo Ito e prodotta da Horm. 15 febbraio 2007, dalle 18 alle 21. Via dei Pianellari 26-27 . Ingresso libero. [via | presstletter]
_Piranesi, parere sull'architettura. Rappresentazione promossa dal Politecnico di Torino. Ospiti, M. Romano, G. Pigafetta, E. Piccoli. 21 febbraio 2007, ore 17.00. Sede del Castello del Valentino, Torino. Ingresso libero. [professionearchitetto.it]
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06 febbraio 2007
SUWiki, l'enciclopedia libera dedicata a SketchUp

Naturalmente l'occhio cade subito sui tutorials. Ce ne sono 28, molti dedicati alle tecniche di rendering successive alla modellazione vera e propria. Alcuni molto semplici, per chi ha appena iniziato, come Drawing a Room Tutorial.
Tips&Tricks raccoglie i trucchetti, in tutto 43, che è sempre bene conoscere quando si adopera un programma. Tools: sono le descrizioni di tutte le funzioni di Sketch Up. Per le altre sezioni non credo occorra una descrizione. Andiamo al sodo. In definitiva SUWiki mi è sembrato un discreto progetto di condivisione (di informazioni), ancora in fase di sviluppo, ma con dei buoni contenuti iniziali, utili a tenere occupato per qualche settimana un beginner in Sketch Up come me.
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Marco Calvani
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We are the web. Il web 2.0 spiegato in 5 minuti
Il video di questa settimana esula dall'Architettura. O meglio: non parla direttamente di architettura, ma di web. I due argomenti vanno a braccetto.
Cinque miseri minuti per capire le basi del web 2.0. Il video in questione, trovato su youtube è stato realizzato da Michael Wesch, Assistant Professor of Cultural Anthropology nella Kansas State University.
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Marco Calvani
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04 febbraio 2007
AR Awards 2006 for emerging architecture
I vincitori per l'anno 2006 sono Miro Rivera Arch. con un ponte pedonale su lago Austin in Texas...

...il giapponese Sou Fujimoto con un centro per bambini in Hokkaido, Giappone...

...Anna Heringer ed Eike Roswag con una scuola in Bangladesh...

l'estensione al cimitero di Santo Stefano al Mare, di Aldo Amoretti, Marco Calvi e Giancarlo Ranalli (categoria Highly Commended)


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I concorsi del mese per gli studenti, febbraio 2007
_architettura:
- (a) ruota libera. PresS/Tletter, newsletter di Luigi Prestinenza Puglisi cerca giovani laureati o studenti per aprire una nuova sezione dal titolo (a) ruota libera. [via | presstletter.it]
- Centro polisportivo Il Castiglione. Concorso di idee per la ristrutturazione e/o la riqualificazione, anche attraverso l'affidamento in concessione o altro del centro polisportivo Il Castiglione. Scadenza, 15 febbraio 2007. [via | professionearchitetto.it]
_design:
- Young Package 2007. Progettare oggetti di carta. Scadenza, 30 marzo 2007. [via | professionearchitetto.it]
- Brief4you. Boost.it lancia due mini concorsi dedicati al wellness design e all'illuminotecnica. Scadenza, 1 marzo 2007. [via | professionearchitetto.it]
_grafica:
- Un logo per l'Associazione Cucchini. Concorso per l'ideazione del marchio/logotipo dell'Associazione F.Cucchini, che promuove e sviluppa l'assistenza a pazienti affetti da neoplasie o altre malattie. Scadenza, 22 marzo 2007. [via | scattodesign.com]
- Logo del portale proconcorsidea.com. Progettazione del logo del portale. Scadenza, 29 marzo 2007. [via | professionearchitetto.it]
- Logo per la Società di Servizi Geometri Mantovani. Concorso di idee per l'ideazione del logo della società. Scadenza, 23 febbraio 2007. [via | professionearchitetto.it]
- Un logo per il piano strategico di Benevento. Scadenza, 3 marzo 2007. [via | professionearchitetto.it]
- Sneep Roma + Pentapolis. Concorso per una T-shirt della Sostenibilità imprenditoriale. Un logo e una frase a tema. Scadenza, 19 marzo 2007. [via | Freshcut.it]
- Un logo per la Fiera della casa. Concorso di idee per la progettazione di un marchio/logotipo e una campagna di comunicazione. Scadenza, 16 marzo 2007. [via | scattodesign.com]
_altro:
- Concorso internazionale di cortometraggi. 4° concorso Gran Premio "il Corto.it". Scadenza, 1 ottobre 2007 [via | 06blog.it]
Pubblicato da
Marco Calvani
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11:57 AM
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02 febbraio 2007
Piccoli problemi di trasmissione...
ATTENZIONE! Aggiornamento 8 febbraio 2007. Il nuovo feed per il podcast è: http://feeds.feedburner.com/AiPodcast (vedi anche questo post).
Problemi di podcast. Se state tentando di scaricare le puntate e non ci riuscite, la colpa non è della vostra connessione ma del servizio di hosting gratuito che uso, radiopodcast.it che sulla sua home page dice:
A causa dell'elevato traffico avuto nell'ultimo periodo il sito è momentaneamente sospeso. Stiamo valutando soluzioni alternative per ripristinare il servizio.In attesa di miglioramenti, ho deciso di uploadare anche le puntate in .m4a (con le immagini, l'indice e i links) su esnips.com al link:
Ricordo anche il link per il formato .mp3:
Le cartelle su esnips.com hanno a disposizione anche un feed RSS, se volete rimanere aggiornati delle novità:
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Marco Calvani
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3:24 PM
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01 febbraio 2007
Open source as alternative
Apparirà una breve descrizione del programma commerciale e poi via con l'elenco delle alternative, come Gimp, CinePaint, Krita, Paint.NET, Gimpshop, ...

Cliccando sulle alternative, seguiamo l'esempio di Gimp, troveremo tutte le informazioni utili, come il link al sito ufficiale, gli articoli correlati, le alternative all'alternativa (!), quali programmi commerciali possono essere rimpiazzati ed infine le ultime novità disponibili riguardo lo sviluppo del software.

And remember:Così dice lui.
If you want success, open source is the way to go.
Anders Ingeman Rasmussen, Editor di osalt.com
Pubblicato da
Marco Calvani
a
1:08 PM
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