26 febbraio 2007

Royksopp, Remind me. Musica + architettura + grafica




Quando lavoro al CAD o a qualche altro programma architettonico ho quattro costanti musicali: Royksopp, Archive, Air, Fischerspooner. Proprio ai primi della lista dobbiamo il video di questa settimana, Remind Me, vincitore agli European MTV Music Award 2002 e realizzato dallo studio francese H5 (Ludovic Houplain ed Antoine Bardou-Jacquet).






Collegamenti esterni:
  • Royksopp, voce della Wikipedia (EN)
  • H5, articolo su res.com

A proposito di sicurezza stradale...a gamba tesa


Pare che parlare di sicurezza stradale porti (quasi) sfiga!* Giusto ieri, ho avuto modo di provare l'ebbrezza e la comodità di un viaggio in autoambulanza** grazie all'imprevisto incontro delle mie ruote con una macchia d'olio delle dimensioni del Trasimeno, lasciata colare in prossimità di uno stop da un autobus con chiare carenze di manutenzione (e di affetto).

Se chi vi scrive son sempre io e non qualcun altro più bravo e meritevole, lo dovete al fatto che andavo piano, portavo il casco ben allacciato e... che ho avuto una buona dose di cul... fortuna. Quindi, rivedetevi il post sulla sicurezza stradale, fatene tesoro, inviatelo ai vostri amici o conoscenti più scavezzacollo (per non dire peggio...ricordate che il collo a rischio non è solo quello loro) mentre io mi godo un po' di riposo a gamba tesa.

* naturalmente, il parlare di sicurezza stradale, non porta sfiga.
** un salutone (alla gloria, perché non credo che leggano AiP) ai membri dell'autoambulanza che mi ha caricato. Scusate per le telefonate che vi ho scroccato e grazie per avermi ricordato attraverso il vostro lavoro di quanto sia ancora valido il nostro servizio sanitario pubblico, parallelarmente alle storie di "malasanità". Per ogni parassita che esiste, c'è sempre qualcuno che fa il doppio del lavoro per portare avanti la baracca.

25 febbraio 2007

La Legge in scatola. Le koban, ministazioni di polizia giapponesi


Dal dicembre 2002 in Italia sono stati introdotti i poliziotti (o carabinieri) di quartiere. La versione moderna della più classica ronda di gendarmi dei tempi di Pinocchio.

Perché? Perché l'italiano si sentiva nel proprio quartiere insicuro (o lo facevano sentire minacciato i continui servizi dei telegiornali e dei giornali locali) e il rapporto con le forze dell'ordine risultava deteriorato da tempo. Quindi, con l'introduzione dei poliziotti di quartiere il punto di incontro più vicino, immediato, tra Stato (sicurezza) e cittadino non sarebbe stata più la Questura o la "volante" ma una coppia di poliziotti fissi inseriti stabilmente nell'abitato.

Ora, non so voi, ma questo miglioramento del rapporto io non l'ho percepito. I PdQ li vedo raramente, forse perché sono pochi, forse perché vigilano su aree enormi, forse perché sono più utilizzati nelle zone centrali. Forse... c'è un altro motivo: non esiste nessun elemento architettonico posto nel quartiere che permetta al cittadino di identificare la presenza dello Stato come una costante rassicurante.

foto tratta da koban.fr


Facciamo ora un bel salto spaziale e cambiamo continente. In Giappone esistono le koban. Sono delle micro-stazioni di polizia, disseminate nel territorio urbano e rurale, che contengono al massimo 2-3 poliziotti. Sono la spina dorsale della Polizia giapponese.

foto tratta da koban.fr

Le koban sono collocate in punti strategici, come le stazioni della metropolitana e i centri commerciali ma è possibile trovarle anche nelle più remote aree residenziali. Dal punto di vista architettonico, potrebbero rientrare in quelle pet-architecture, micro-architetture giapponesi che sfruttano gli spazi interstiziali della città, in estrema contrapposizione alle macro-architetture.

foto tratta da koban.fr

Possiamo candidamente ammettere che la stragrande maggioranza delle koban sono delle brutte scatole di cemento. Ciò nonostante a Tokyo, se si sa cercare, è possibile trovare degli interessanti esempi, dove le necessità funzionali si uniscono a una fantasia del costruito tipicamente giapponese.

Koban a Ginza, Tokyo.
La prima foto del post rappresenta
una koban del parco di Ueno, Tokyo



Vedi anche:

Collegamenti esterni:
  • Inside the box. La vita dei poliziotti all'interno delle koban. Dal giornale giapponese in lingua inglese Metropolis Tokyo (EN)


24 febbraio 2007

The Digital Architects, tutorial per 3D Studio ed altro




Abbiamo tanto parlato di podcast nei precedenti post, in occasione della nascita di AiPodcast, ma non ne ho mai presentato uno... meglio rimediare subito!

Personalmente seguo una ventina di podcast. Seguo, è una parola grossa, perché alcuni li ascolto giornalmente mentre lavoro, altri li consulto solo quando mi servono realmente.

Tra questi ultimi si trova The Digital Architects, curato da Scott Onstott, esperto di CAD e modellazione 3D. Oltre che scrivere libri e manuali sull'argomento, Scott registra anche alcuni podcast video (degli screencast) nei quali spiega le basi dei software più utilizzati dagli architetti, come AutoCAD, Architectural Desktop, Photopshop, 3D Studio Max e via dicendo.


Naturalmente il contenuto è in inglese (come del resto il 90% dei materiali che potete trovare sul web) ma facilmente comprensibile.


Scott, con quello che produce ci campa. Quindi di gratuito trovate il podcast (ben realizzato, va detto) alcune demo, diversi modelli 3D, delle routines LISP per AutoCAD. Se volete approfondire, il resto del materiale, come d'altra parte i libri, sono in vendita online, a prezzi tutto sommato accessibili.


>>> Segnalate i vostri podcast preferiti attraverso i commenti o per mail.


23 febbraio 2007

Sicurezza stradale... un piccolo aggiornamento

Nel post precedente avrei voluto segnalare un video in particolare, sull'uso delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori. Un video che era stato già segnalato in una puntata di Report - il programma Rai diretto da Milena Gabanelli - dedicata alla sicurezza stradale. Dopo diverse ricerche finalmente lo trovo, lo metto nei favoriti di youtube e... l'utente che l'ha uploadato viene sospeso, chissà per quali motivi. Non faccio in tempo per il post, ma recupero adesso, dato che l'ho appena ritrovato:



Un grazie ad elmanco.com, che con un suo post dedicato ai limiti di velocità massima, mi ha fatto scattare la molla su questo argomento che ho sempre avuto a cuore.

Due modi di vedere la stessa cosa... le campagne sulla sicurezza stradale

Questa qui sopra è la campagna dello stato del Texas contro la guida in stato di ebbrezza. La testimonial è Jacqui Saburido. All'età di 20 anni è stata coinvolta in un incidente stradale a causa di un altro guidatore, ubriaco. La sua automobile ha preso fuoco. Il messaggio è chiaro ed agghiacciante: not everyone who gets hit by a drunk driver dies. Ovvero, alle volte la morte non è il male peggiore (questo perché tendiamo a dare molto più significato ai "morti" che ai feriti, non considerando minimamente cosa possa voler dire "ferito"). Ecco il video:




Ecco, così vengono condotte le campagna per la sicurezza stradale all'estero. Posso fare molti esempi, specie in Inghilterra, Francia, Nuova Zelanda... ma da noi? Non è che anche li abbiamo l'effetto "logo italia"? Ovvero, quando la comunicazione viene decisa dal politico? Vediamo un esempio, allora:



Noi ci ridiamo su. "Non fare la testa di casco, indossalo."Quante campagne sulla sicurezza stradale vi sono rimaste impresse nel cervello ??? Zero. Io Jacqui, una volta vista, non la dimenticherò mai, anche perché ammiro il suo coraggio di portare avanti una faticosa battaglia contro gli imbecilli che per loro negligenza vogliono decidere il destino degli altri.

Altro esempio. Nel Regno Unito, la campagna Think. Mentre noi tentiamo ancora di convincere le persone ad usare un auricolare oppure ad allacciare le cinture di sicurezza, loro dicono di spegnere completamente il telefono e di allacciare le cinture anche nei sedili posteriori (su, dai, ma chi lo fa da noi?).





Altri spot, come esempio:





21 febbraio 2007

Tutto torna su, prima o poi


In riferimento al precedente post. Ve lo eravate dimenticato, vero?! Anni e anni di psicanalisi ora gettate ai porci... CIAO! il logo di Italia '90. La più brutta mascotte dei Mondiali di Calcio che la storia osi ricordare. Come vedete, tutto torna su (tutto torna a galla, si direbbe). Poi, mi vengono a dire degli stereotipi positivi, del buon gusto italiano.

(un grazie ad annarita per il ricordo...ero giovane, dimenticai in fretta)

L'Italia lascia un altro segno... di...

L'Italia lascia un segno. Di mm... cac.. pupù e perdonatemi per la parola ma è quella che riassume meglio questo nuovo logo, ideato per promuovere l'Italia nel mondo e promosso proprio oggi (giornata veramente di cacca, per il Governo... sigh... non voglio altri 5 anni di B., non costringetemi ad emigrare...) da Prodi, Rutelli e dal sottosegretario Levi. Ma che diavolo è quella cosa verde al posto della t? Una cotoletta vegetariana? Il piede di un ornitorinco? La proboscide di un elefante? O qualcosa di più malizioso?


Inizialmente pensavo che questa notizia fosse una delle tante burle della rete. Nemmeno ben riuscita. Invece...il primo feed mi arriva, alle 13.47, è di Scatto Design Pro. Affidabilissimo. Poi, arriva designerblog.it, alle 14.33, che rivolta il logo come un calzino, mettendo in evidenza i numerosi errori.

Dalla presentazione del logo: "non abbiamo voluto enfatizzare gli stereotipi positivi dell'Italia... abbiamo cercato di combinare due dimensioni, classicità e futuro..."

Poi, la botta. Prima, Repubblica.it (non tanto affidabile), poi governo.it, dove trovo l'annuncio ufficiale, corredato da video che illustrano la genesi del logo: una palla che diventa prima birillo, poi una costoletta d'agnello, che si va a parcheggiare accanto a una i in font bodoni. Per concludere, una mitragliata di colori a casaccio, una delizia da grafico affetto da daltonismo cronico. Il tutto ideato dall'agenzia Landor.

Nel novembre 2006 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto una gara per l’ideazione di un logo per la promozione dell’Italia nel mondo. Il nuovo logo non sostituirà ma si affiancherà ad altri già esistenti di proprietà di enti e istituzioni con finalità simili. Un simbolo duplice, dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere. Con questa operazione si vuole trasmettere il progetto di un Paese più affidabile e responsabile, ma sempre connotato da eleganza, creatività, flessibilità e vitalità. Un Paese capace di evolvere e guardare al futuro senza cancellare i tratti migliori della sua identità.

Pure un concorso hanno fatto... e dopo il concorso, due ricerche di mercato (per non correre rischi) al fine di valutarne il gradimento (risultato straordinario)!!! Mah...ecco il risultato parziale del sondaggio su Repubblica.it:

20 febbraio 2007

Armando Brasini, Italian Palace of Soviets


Proprio oggi, si conclude al MUAR (Museum of Architecture) di Mosca una mostra - Italian Palace of Soviets - dedicata ai progetti di Armando Brasini e del suo allievo Boris Iofan.

Torniamo indietro nel tempo, nel 1931: in Spagna si proclama la Repubblica, a Roma si inaugura la seconda mostra sull'Architettura Razionalista e a Mosca viene indetto un concorso internazionale di architettura per la realizzazione del Palazzo dei Soviet.


La giuria, cioè Stalin, decide che una soluzione razionalista, quindi orizzontale, non è sufficiente per celebrare l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Meglio una struttura verticale, una torre. Ancor meglio se classica o quantomeno classicheggiante. D'altra parte, prima dei Soviet, c'erano gli Zar. Zar da Czar, Cesare, e così via, fino a Stalin. Parole a parte, la sostanza rimane la stessa.


Al concorso partecipano più di 160 architetti provenienti da tutto il mondo. Tra questi, sembra avere la meglio il russo Boris Iofan, che ha nel cuore un po' d'Italia, avendo studiato e fatto praticantato per dieci anni - dal 1914 al 1923 - nello studio romano di Armando Brasini.
Brasini, per intenderci, il progettista di Ponte Flaminio, della chiesa di Piazza Euclide, del Palazzo del Governo di Taranto.


Iofan, che interpreta il concorso con una sorta di Mausoleo di Alicarnasso sormontato da una Torre di Babele con in cima una colossale (qui le iperboli si sprecano) statua di Lenin, insiste per richiamare il proprio maestro alla competizione e Brasini vi partecipa. I suoi lavori, anche se non arrivano al primo posto, vengono giudicati in maniera positiva e ricevono una menzione da parte della giuria.


Dopo la caduta del Fascismo, Brasini viene dimenticato. Si, la sua architettura stride coi tempi, è più Ottocento che Novecento. E' più Stato che Corporation.

"Brasini è uno dei grandi "intrusi" dell'architettura del Novecento: i suoi progetti e le opere, che pure hanno indubbi pregi architettonici, tranne rari momenti di casuale sintonia con lo spirito del tempo rappresentano, in genere, uno dei casi di allontanamento e rimozione di tale spirito. [...] Molte delle sue architetture danno l'impressione di un adipe aggiunto ad un organismo originario che aveva, se non l'eleganza, la coerenza delle strutture barocche. [...] Brasini è un anacronista che ha vissuto il suo tempo sempre all'opposizione, che ha avuto successo basandosi sul possibile equivoco di una sintonia con i conservatori al potere quando in realtà conservatore non era perché la sua opera ha un segno ben diverso da quello tardo eclettico che dominava l'inizio secolo. Brasini è stato un innovatore e un radicale, ma nella direzione opposta, in un certo senso è stato il primo protagonista di quella che Argan chiama L'avanguardia dei gamberi." I grandi architetti del novecento, Paolo Portoghesi p 154-156

"Ricordo con assoluta chiarezza il disprezzo con il quale, negli anni sessanta, si guardava all’opera e alla figura di Armano Brasini da parte di una certa intellighenzia architettonica romana che definiva “tronfia e ottusa” la sua pur cospicua presenza nel panorama culturale della città. [...] Armando Brasini veniva quindi considerato, per lo più, come un originale mestierante che, costruitosi una solida fama ed una solida posizione professionale al di fuori dei circuiti “colti” dell’Accademia locale e, senza cedere, più di tanto, alle sollecitazioni delle mode straniere, continuava imperterrito il suo anacronistico dialogo con i grandi architetti del passato. La sua passione per il barocco romano e per Bernini, in particolare, lo faceva apparire come l’ultimo e spaesato epigono di una grandiosità romana del tutto fuori dei tempi e dei modi, dei modelli e delle mode, di più recente e diffusa affermazione internazionale". Giorgio Muratore, introduzione al catalogo della mostra, archiwatch.it



Per approfondire:
In relazione al concorso, il progetto di Le Corbusier:
Post correlati:

Le immagini utilizzate nel post hanno: ©MUAR

Fastlinks 005 - Attivissimo, na3, imparare a fotografare, blocco creativo, organismuseum



_Paolo Attivissimo, il cacciatore di bufale (ma non solo) in un'intervista doppia, parla alle Iene di Windows Vista. [via | attivissimo.blogspot.com]

_Lo studio di architettura na3 è alla ricerca di un nuovo architetto. Inviare il c.v. entro il 23 febbraio 2007. [via | na3blog]

_Imparare a fotografare, il corso base. Un primo approccio alla fotografia per principianti, il tutto online o via PDF. [via | scattodesign.com]

_Come evitare il blocco creativo. Cerchiamo i giusti stimoli. [via | grafica3dblog.it]

_Organismuseum, un museo virtuale 3D navigabile tramite browser. [via | desmm.com]

18 febbraio 2007

Improvvis-azioni, AiPodcast va a Udine



Pochi giorni fa alcuni studenti della Facoltà di Architettura di Udine hanno proiettato in aula, durante la loro sacra pausa pranzo, la terza puntata di AiPodcast.


Hanno stampato delle locandine - ne vedete una qui sopra - e hanno inserito la notizia sul loro sito web. Sul sito mi soffermo un poco. Contiene l'indispensabile per uno studente. Siti, riviste, file, notizie. Ed è logico, perché è fatto da uno studente.



Torniamo al discorso principale. Per organizzare una cosa del genere, serve veramente poco: un'aula, un proiettore (di quelli usati durante le lezioni), un portatile. Naturalmente, anche un pubblico. Obietterete che magari erano pochi, al massimo una decina. Poco fà. Il punto principale è la voglia e la capacità d'organizzare, di fare.

Qualche anno fa ero un erasmus, ospite dell'EAL di Lille, in Francia. All'interno della scuola, gli studenti erano coinvolti sia nell'organizzazione, sia nelle attività culturali. Un piccolo esempio. Poniamo assieme alcune condizioni di base: un locale vuoto all'interno della facoltà, la necessità degli studenti di avere a disposizione materiale di cancelleria, informatico, per plastici; la voglia di guadagnare qualche soldo. Il risultato all'EAL è stato un piccolo shop, gestito da studenti, prezzi modici, orari discreti.

Funziona uguale da noi? Forse no. Forse si. Nel mondo reale possiamo incontrare mura, ostacoli, salite. Nel mondo virtuale (virtuale, non irreale), il web, abbiamo invece mano "quasi" libera. Possiamo condividere, diffondere, pubblicare. I lavori realizzati per laboratori e concorsi, anziché rimanere in un cassetto, possiamo gettarli nella rete con una licenza creatice commons appiccicata loro.


Come iniziare? Beh, quella che segue non vuole essere una lista completa o universale delle risorse online, ma solo uno spunto per fare il primo salto. Oplà.

portoflio & community
  • forumer.com, creare il proprio forum gratuitamente e senza banner
wiki & affini

17 febbraio 2007

Intervista doppia tra Architettura in Progress e ArchitettiSenzaTetto



Prosegue il viaggio attraverso la blogosfera italiana dedicata all'architettura (ma non solo). In questa tappa conosciamo attraverso un' intervista doppia effettuata via Skype i bloggers di architetti senza tetto, ovvero "tutto quello che avreste voluto sapere su uno studio di architettura e non avete mai osato chiedere". Il funzionamento dell'intervista è piuttosto semplice. Per prima cosa, via tutti i formalismi. Secondo, ognuno fa e riceve domande, a turni. Il risultato è quello che segue. Per motivi di spazio non ho riportato in questo post tutto il dialogo ma solamente una parte. Se volete leggerlo per intero, ecco qui un file PDF. Cliccate e scaricate.



Intervista in formato PDF, 52Kb



AiP, Architettura in Progress. AST, Architetti Senza Tetto.

AiP: Siluro uno in partenza: Architettisenzatetto. Un nome per un blog, un motto oppure una semplice constatazione?

AST: Purtroppo una semplice constatazione! Il nome è nato proprio nel momento in cui stavamo cercando casa! Ma dentro c'è anche tutta la nostra filosofia, la "vision" come dicono quelli fichi.

AiP: ...e ora l'avete trovata?

AST: Uno di noi si! Tutti gli altri sono ancora alla ricerca. Ehi, tocca a me!
Ti copio: Architettura in Progress: un programma, una presa di posizione, una situazione di fatto?

AiP: Una derivazione. Prima venne Works in Progress, poi Japan in Progress, sull'architettura giapponese... infine AiP. Il "progress" perché non riesco mai a concludere, a terminare un progetto come vorrei. Ora, spiegami meglio questa "miscion" o "viscion" della mancanza di tetto...

AST: Ok, la risposta è impegnativa e prevede più alternative:
  1. c'è una forte contraddizione nella nostra vita di architetti perchè progettiamo case ma non ne abbiamo una, oppure l'abbiamo ed è peggio di uno stanzino, insomma predichiamo bene e razzoliamo male. Come spesso accade i rendering sono meglio della realtà;
  2. essere senza tetto implica essere liberi di fare, dire, pensare senza padroni o vincoli, e questa è più un'aspirazione;
  3. il nostro è uno spazio aperto e ospitale per tutti quelli che sentono di non avere un tetto sulla testa.
Come è nata l'idea di aprire un blog?

AiP: Nacque tutto da una mail di un mio amico che voleva farmi conoscere il suo nuovo blog. Un blog personale, tipo: "oggi sono andato bene di corpo..., queste sono le foto delle vacanze a Velletri, ecc.". Vedo il blog e penso: "beh, non sarebbe male sfruttare questo mezzo per fare qualcosa di utile sia per me, sia per altri studenti". Qualcosa per evitare di ripetere sforzi già fatti da me per trovare soluzioni o alternative.
Ma ora sta a me... domanda facile: Chi sono gli architetti senza tetto?

AST: Ma insomma: tu faresti la stessa domanda a Zorro?!?!?!?!



AiP: L'identità segreta di Zorro è ben nota, perché il lettore deve sempre sapere chi sia il proprio supereroe. Deve condividere il segreto con lui. Spiderman = Peter Parker. Chi non lo deve sapere, ai fini dello sviluppo della trama, sono invece i comprimari!

...

AST: Siamo un gruppo di architetti: lavoriamo, viviamo insieme, passiamo il tempo, ci divertiamo, ci incazziamo, ci scazziamo, facciamo pettegolezzi e scherzi, insomma siamo come tutti quelli che lavorano in uno studio di architettura, condividendo progetti, lavori, panini.
Aspetta, vogliamo dare una descrizione più pregnante di ognuno di noi...

Allora, andiamo con ordine:
  • rem = addetto al caffè, amante del web, pasticcere mancato, frase tipica: "veramente?!?!?"
  • massimiliano= lookologo dello studio, amante del mac, esperto di musica; frase tipica: "ma dai?!?!?!"
  • denise = addetta ai pannolini, amante del fumetto, esperta di barbara streisand e piani regolatori; frase tipica "fico"
  • peter = addetto al grappino, amante della pittura, impaginatore eccelso, 3Dnomane; frase tipica "Ma porca tr..."
Poi ci sono tanti altri amici, tadao, lina bo, angiolo, zaha, hans, Alvaro, Casas Campos, Owen, tutti architetti senza tetto. Inoltre ci siamo affezionati ad altri blogger incontrati o ritrovati per caso e li consideriamo parte integrante dello studio, penso a La Cuocarossa, Romins, SonnoProfondo, Chiara, Nimroth, Frame75, D., Capellone e altri ancora.

Domanda a bruciapelo: dicci quattro architetture e associa a ognuna una canzone



AiP: Domanda non facile. Fatemi pensare. Scavo nei ricordi...
  1. Euralille di Rem K., musica degli Air.
  2. Sacrario delle Fosse Ardeatine, musicato da Erik Satie.
  3. Estensione al Museo Nazionale Giapponese a Ueno (Tokyo), Taniguchi. Musiche di Sakamoto.
Domanda cattiva, mica facile...

AST: Vabbè, te l'abboniamo!

AiP: Mi verrebbe da contraccambiare con altre domande del genere, invece sarò magnanimo (come si dice a Roma): Tra tutti i blog di architettura che leggo, il vostro è l'unico che ha una community o qualcosa di simile alle spalle. Come mai? Quale è la ricetta?


AST: Una parola sola: CAZZEGGIO!!! Tocca a noi: che risposta ha avuto il tuo blog all'interno della tua facoltà?

AiP: Poca. Ho affezionati lettori da Torino, Siracusa, Firenze, Milano... studenti e architetti... si ci sono anche studenti della mia facoltà, ma se vediamo il totale, sono pochi. Dovrei fare un censimento, ma ho paura dei risultati! Beh, se ci siete, battete un colpo!

AST: Che facoltà frequenti?

AiP: Frequento la facoltà di Vallegiulia. Quella dell '68, di Venditti e altro ancora...

AST: Approfondiamo: per un semestre ho tenuto un corso a Vallegiulia e gli sono affezionato...

AiP: Ok. Vai con le domande allora tenendo presente che ho la tesi in corso d'opera e che sono, come dire... giudicabile.

AST: la situazione delle facoltà di Vallegiulia è abbastanza tragica quanto a logistica, mancano gli spazi e le attrezzature, ma mi ha sempre colpito lo spirito di intraprendenza e adattamento degli studenti: il tuo blog nasce in questo spirito?

AiP: Anche. Da noi manca quasi tutto. Internet ad esempio. Però ogni tanto salta fuori qualcosa di buono. Spero che il mio blog rientri nella categoria. Devo dire che ho provato più volte a coinvolgere altri studenti, però... il 95% sono costretti ad affrettarsi dietro scadenze, crediti, "tirocini", marchette. Poi ci sono i delfini - les dauphines - quelli che sfruttano la legge salica, che erediteranno un domani tutto. Non è una situazione facile, ma si tira, appunto, a campare.

AST: Sembra che il tratto saliente del tuo carattere sia l'ottimismo...

...

AiP: eheh. No, vedo ancora il bicchiere mezzo pieno!
Nuova domanda: una volta il grand tour si faceva a Roma. Poi venne New York. Qualcuno ora dice Tokyo. Voi a NY ci siete stati poco tempo fa portandovi appresso pure il blog. Che esperienza è stata?

AST: Esperienza fantastica, non per l'architettura, ma per la vita e le persone che incontri. Portarci dietro il blog è stato bello, è stato un modo di condividere con tutti gli amici le esperienze che stavamo facendo.
Hai mai fatto concorsi di architettura? E se si, cosa ne pensi?

AiP: Si, ne ho fatti e ne sono un sostenitore convinto. Trovo che siano indispensabili per la formazione dello studente e che dovrebbero essere inseriti come argomento all'interno dei laboratori di progettazione, come accade già all'estero. Il mio primo concorso è stato "Lo spirito di Stella", nel 2005-06.

Ora farò delle domande a raffica. Ditemi: 5 siti web da linkare, 4 film da vedere, 3 libri da leggere (d'architettura ma non solo), 2 giovani architetti da seguire, 1 maestro da riscoprire...

AST: siti, dottorato di ricerca DART; flickr.com (qui c'è qualcuno che ne è drogato); in generale tutti quelli che sono linkati in AST.

film: Playtime; Hedwig and the angry inch; Appuntamento a Belleville; Cabaret.

libri: Perec, La vita istruzioni per l'uso; Ballard, Il condominio; Topotip va dai nonni

giovani architetti: noi (ovviamente), Camillo Botticini, Liverani e Molteni, Cuzzolin e Pedrina.

Maestro: Ignazio Gardella

AiP: Beh, per adesso sono sazio! vi lascio l'ultima domanda

AST: Indovina un po': 5 siti web da linkare, 4 film da vedere, 3 libri da leggere (d'architettura ma non solo), 2 giovani architetti da seguire, 1 maestro da riscoprire.

AiP: Porc... chi di domanda ferisce... eh eh dunque...

siti: attivissimo.net, elmanco.com, archive.org, archiwatch.it, infine progettarepertutti.it

film: I sette samurai, Ultimatum alla terra, Il dottor Stranamore, Il grande capo.

libri: mi avete rubato Il condominio di Ballard... ribatto allora con: Pennac, Come un romanzo; Cipolla, Tre storie extra-vaganti; Herbert, Dune.

giovani architetti: non sono giovani, ma... punto su Shigeru Ban e Toyo Ito.

come maestro da riscoprire: Nervi.

AST: Non vale, che fai come l’Almanacco di Casabella. Giovani architetti italiani in cui il più giovane ha 70 anni?

AiP: Esatto, proprio così! Adesso non posso giudicare... direi che non ho ancora sviluppato il necessario giudizio critico!

AST: Stoppiamo?

AiP: Come no?!





Vedi anche:

16 febbraio 2007

Finder! Find Bill Gates and delete him.




Perdonatemi la deviazione ma sono caduto in trance... non riesco a distogliere lo sguardo da 4-5 secondi di filmato, che ripeto all'infinito, dove appare una parodia di Finder, "l'esplora risorse" di Mac Os X. La canzoncina è stupenda, provare per credere.



Il filmato è uno breve sketch animato (4 minuti e mezzo) che gira in questi giorni sulla blogosfera e su youtube. Presenta in maniera divertente lo scontro tra Bill Gates e Steve Jobs, in un ambiente uguale a quello degli spot Get a Mac.

Findeeeer!

Yes, my lord?

Find Bill Gates and delete him!

With pleasure.

Then, empty the trash...

UAUAHHHA!!!

I'm the mighty Finder! I can find anything
...



15 febbraio 2007

Software free, update in corso...



Questa mattina, ho fatto un veloce aggiornamento del post contenente l'elenco di software gratuito per gli studenti (d'architettura e non). Spero proprio di riuscire a trovare entro breve un po' di tempo per rimetterci mano, perché vorrei introdurre alcuni programmi non proprio di architettura o grafica ma comunque indispensabili (editing video, audio, sicurezza, gestione del sistema e perché no... dei videogames).



Se avete software o siti web da segnalare, potete farlo nei commenti o via mail.

12 febbraio 2007

Podcast? Feed?



Devo chiedere scusa perché, pur volendo "parlare semplice" e pur avendo come obiettivo il diffondere argomenti in un linguaggio accessibile a tutti, ho dato per scontato alcune cose che hanno ostacolato non poco diversi lettori.

Facciamo subito un esempio, anzi, un test. Leggiamo assieme la seguente frase:

"il feed del podcast in formato .m4a è pubblicato attraverso feedburner".

Che cosa ho detto? Se lo avete capito subito, saltate pure questo post. Altrimenti, se avete voglia, continuate a leggerlo e cerchiamo di capire assieme cosa ci sia dietro questi nuovi termini.

Feed, è inglese, come la maggior parte dei termini di Internet. Da solo, feed significa alimentazione, oppure mangiata, scorpacciata. Feedback, molto diffuso, indica invece una retroazione... "ho avuto un feedback positivo" capita spesso di sentir dire.

Un feed RSS è invece una maniera semplice ed immediata per usufruire dei contenuti del web. Attraverso questo tipo di feed è possibile ricevere direttamente sul proprio computer gli aggiornamenti delle novità o degli aggiornamenti di un sito internet. Questi feed alla fine non ci devono spaventare più di tanto perché non sono altro che degli indirizzi come questo che segue, appartenente a repubblica.it:

http://www.repubblica.it/rss/homepage/rss2.0.xml

e li possiamo leggere attraverso un software, un programma, chiamato client o aggregatore. Su questo programma, andiamo ad inserire gli indirizzi feed RSS dei siti che vogliamo controllare. "Tiè, controllami questo, pensaci tu, che io non voglio stare a perdere tempo per controllare se c'è qualcosa di nuovo." Questo permette di fare il feed RSS. Ma non solo.



Volete approfondire l'argomento sui feed? Bene! Tempo fa avevo scritto un post al riguardo, che trovate qui. Altrimenti, vi rimando al sito di repubblica.it dove trovate una semplice guida su come utilizzarli.

Arriviamo al termine podcast, l'argomento principe di questo articolo. Il termine podcast è composto da iPod (il celebre lettore multimediale di Apple) più broadcasting, trasmissione. Ora, immaginiamo di unire le possibilità dei feed a dei contenuti multimediali come video, audio, testo. Ecco il podcast.
Anche per il podcast serve un aggregatore, diverso però da quello che adoperiamo per il normali feed RSS. Il funzionamento è lo stesso. Abbiamo l'indirizzo del feed, lo inseriamo nel programma il quale controllerà se ci sono delle novità. Se queste ci sono, le scaricherà sul nostro disco fisso. Naturalmente i video richiedono più tempo rispetto a del testo semplice, quindi ADSL e pazienza. Quale aggregatore usare? Personalmente adopero iTunes, ma se avete Windows (se non si è capito, uso un Mac) vi consiglio Juice, semplice e gratuito.

Quali sono i vantaggi di un podcast? Immaginiamo di voler ascoltare una trasmissione radio, come 601 (sei uno zero) con Lillo e Greg, in onda su Radio2. Purtroppo, proprio nell'ora della trasmissione siamo solitamente compressi come delle sardine nella metropolitana. Ci rinunciamo? No. Con il nostro aggregatore, ci abboniamo al feed del podcast, lo scarichiamo e attraverso il nostro fido lettore mp3 le ascoltiamo quando e dove vogliamo.

Tocca ora all'm4a. Ma che cavolo è? L'm4a, conosciuto anche come mp4, è un formato video reso popolare da Apple. Tranquilli, funziona su qualunque computer, non ci sono problemi di compatibilità. Dicevo, l'm4a è un video e per vederlo occorre avere un lettore, cioè un altro programma. Quale usare? Se non avete iTunes (che fa un po' tutto... mp3, podcast, acquisti, libreria musicale...) potete usare VLC media player, semplice, gratuito, versatile. Funziona su Windows, Mac, Linux e legge anche i serci (i cosiddetti sassi, in slang romano). Altre informazioni su questo formato le possiamo trovare sul portale m4a.it.

Feedburner, l'ultimo arcano. Feedburner è un gestore di feed RSS molto utile per chi, come me, pubblica un blog, un sito o un podcast. Io lo uso per avere delle statistiche sull'uso dei feed (quanti siete ad averlo sottoscritto?) Inoltre Feedbruner facilita la compatibilità tra i vari lettori di feed RSS. Se cliccate sopra il mio feed del podcast, si aprirà una nuova pagina web in inglese, quella appunto, di feedburner. Cosa possiamo fare?



Nel riquadro in alto a destra troviamo dei link per l'abbonamento su aggregatori web o per iTunes. Se usate altri siti o altre applicazioni basta copiare il link evidenziato più in basso.



Se volete invece scaricare direttamente un contenuto, basta andare in basso a destra, scegliere la puntata che volete e cliccare su play now.



Bene, se mi avete letto fin qui, avete allora una grande pazienza e forse anche qualche podcast da ascoltare. Naturalmente, se qualcosa non è stato chiarito (probabilmente è così!) vi invito a lasciare un commento o a scrivere una mail.


AiPodcast su PSP


Fastlinks 005 - come diventare architetti famosi, gmail, 100 migliori font, Sgarbi



_Come diventare architetti famosi...i consigli di uno spiritoso gruppo di giovani architetti inglesi. Su elaboratorio05.it

_Gmail, la mail di Google è diventata libera, aperta a tutti senza alcun invito necessario. [via | DesMM.com]

_Il sito tedesco Fontshop.de dedica un minisito ai 100 migliori font. I primi tre sono Helvetica, Garamond e Frutiger. Cliccando su ogni font è possibile leggerne la storia. Il sito è in tedesco, ma per averne un'idea è sufficiente tradurlo con una delle tante risorse online. Personalmente in questi casi adopero un'estensione di Firefox, Translator.

_Culi frementi. Sgarbi, la mostra a Rovigo del pittore Mario Cavaglieri. In dietro le quinte ragionato scritto da Martino Pietropoli, sul suo blog: blog.dimensioni-interni.it



09 febbraio 2007

AiPodcast 003 - Annarita Papeschi



John Ruskin. Will Alsop. David Chipperfield. Peter Cook. Kenneth Frampton. Nicholas Grimshaw. Zaha Hadid. Rem Koolhaas. Richard Rogers. Daniel Libeskind. Bernard Tschumi. Sono solo alcuni nomi, alcuni architetti, che sono passati (chi come studente, chi come professore, chi in tutte e due i modi) per l'Architecture Association School di Londra, una tra le più importanti, interessanti, prestigiose scuole di architettura del mondo.



Probabilmente in un futuro non troppo lontano troveremo in questo gotha il nome di Annarita Papeschi, italiana in trasferta londinese che ha da poco concluso il master alla AA e con la quale ho avuto il piacere di parlare più volte e infine di registrare la nuova puntata del podcast.







Durante la conversazione, che potete ascoltare attraverso il nuovo feed suddivisa in due parti, Annarita mi ha raccontato della Scuola, del suo interessante progetto di fine corso e della vita da studente AA.




Sommario della prima parte:
  • Introduzione, chi è Annarita?
  • Architectural Association, Londra
  • Zaha Hadid, progetto per Londra 2012
  • Il progetto: centro olimpico
  • La genesi del progetto: serial drippers VS electric fields
  • Studiare alla AA. Dormire poco, mangiare poco. Lavorare tanto.
La seconda parte andrà online tra una settimana e conterrà una più ampia descrizione della vita da studente presso la AA. Ricordo che il nuovo feed del podcast è:


Su questo feed trovate le puntate in m4a, un formato ideale per la visualizzazione su iPod o iTunes e molto comodo perché può contenere oltre all'audio, immagini e links. Personalmente trovo molto utile avere delle fotografie di supporto, quando si ascolta una descrizione di un progetto. Ma, se avete la possibilità di ascoltare solamente in formato mp3, allora l'indirizzo che fa per voi è:


Collegamenti esterni:
  • DRL_video+photos, un post sul blog Made in California, dove viene anche citato il progetto di Annarita
  • Intervista a Zaha Hadid su designboom.com. Un consiglio, aprite piano piano il link.