27 agosto 2007

Gli Architetti di Mussolini

Un libro modesto, nel complesso. Si badi bene: per modestia intendo senza presunzione e dunque, in un certo modo, distante nel dare al lettore pre-giudizi – non indenne comunque dall'averne. Inizio un po' astruso per una recensione il mio, in quanto reputo importante – nella mia ignoranza di neo-studente di Architettura – questo tipo di impostazione in un volume di carattere storico, quale quello in esame (Paolo Nicoloso, «Gli Architetti di Mussolini», Franco Angeli, 1999 Milano, pp. 230, € 20,00): volendo, si possono notare le sviste o gli errori, la lettura forse pregiudiziale di alcuni fatti storici; preferisco però apprezzare di quest'opera la densità elle note proposte – che tracciano un archivio oggettivo ed indipendente di "supporto" alla storia raccontata –, la chiarezza espositiva (anche nella sua fedele aderenza alla non-linearità della storia in genere), il tentativo di esporre ogni incongruenza che permette il non sedimentarsi di una semplicistica classificazione o bianco o nero dei personaggi (nonostante nella parte finale, com'è normale e come preannunciato nell'introduzione, ciò avvenga) ed infine il non far prevalere una propria tesi unificatrice su quanto raccontato. Proprio quest'ultimo punto avvicina il narratore, uno storico animato – a me sembra – da ottimi propositi, al lettore, rendendo di fatto l'appassionante opera un manuale, base per interpretazioni e critiche successive.

Premessa lunga e necessaria per quest'opera che risulta forse un po' anonima poco interessante. Non so – mi appello sempre al mio status di neofita – se essa sia "la prima" o "la migliore" su tale periodo, però vorrei permettermi di rispondere a chi mi chiede: "perchè leggere questo libro?". Le ragioni – o meglio, le necessità – per iniziare sono due.

La prima, forse quella meno "soddisfatta", è il voler capire l'identità della moderna scuola di architettura italiana (quella di origine, la "prima", antecedente ai subbugli di Valle Giulia); il percorso è interessante alla luce dell'attuale situazione di crisi nostrana che dovrebbe portarci ad una profonda riflessione sui metodi d'insegnamento della disciplina architettonica, dunque sulla sua identità.

La seconda ragione è da ricercare nella reazione che suscita nel potenziale lettore il sottotitolo: "Scuola e sindacato, architetti e massoni, professori e politici negli anni del regime", quando il regime non è solo uno sfondo storico ma uno dei componenti della narrazione. Non penso ci sia bisogno di ulteriori aggiunte da parte mia.

Ci tengo ad una precisazione finale, che riprende una tesi accennata da Nicoloso, certamente non nuova, che però penso sia premessa fondamentale per leggere storicamente questo volume. A qualunque fazione politica vada la nostra simpatia è grave errore giudicare negativamente quelle figure – praticamente tutte – legate, anche in veste di convinti ed entusiasti, al fascismo. È da capire ciò che spingeva molte di quelle menti ad impegnarsi nello stato fascista, mosse da una caratterizzazione viscerale della disciplina architettonica come mezzo assoluto, politico e sociale a favore della società e del benessere (solo come spunto si pensi al Manifesto dei Fasci di Combattimento); del resto non è questa una caratterizzazione del tutto simile, per esempio, a quella lecorbuseriana dell'architettura come veicolo di democrazia?

Nota finale: solitamente salto a piè pari l'introduzione, e so di non essere l'unico a farlo. In questo caso però invito chi si comportasse come il sottoscritto a far un'eccezione: essa fa parte del racconto, ed è indispensabile, assieme alle conclusioni, per raccordare il "prima" ed il "dopo" la trattazione. Invito però a tralasciare, almeno in prima lettura, tutte le note.


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23 agosto 2007

Pretest per Architettura e Design a Milano

Il periodo estivo sta (s)fortunatamente terminando e lo si può accertare attraverso diversi piccoli indizi: il primo è indubbiamente l'uscita in edicola delle innumerevoli e stravaganti raccolte della Fabbri editori e della Hobby&Works; il secondo è il ripristino dell'informazione della blogosfera italiana (quella americana, chi sa come mai, non va mai in vacanza...).

Durante questo lungo black-out, qualche notizia utile inevitabilmente viene saltata oppure ritardata. E' il caso della segnalazione dei Pretest per architettura e design.

Come sapete, il cruccio maggiore per le future matricole è superare in qualche modo l'esame di ammissione del prossimo 3 settembre.

In loro aiuto viene un corso gratuito di preparazione (Pretest) organizzato da un gruppo di studenti di Lista aperta per il Diritto allo Studio in collaborazione con il Politecnico di Milano. Questi corsi sono organizzati da circa 10 anni e si svolgono, per quanto ne so, solamente a Milano.

La data ultima per iscriversi purtroppo è passata da alcuni giorni: era infatti il 20 agosto. I corsi invece iniziano dal 28 agosto.

Per maggiori informazioni: http://www.pretest.it/pretest_arc/sitoArc.html

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21 agosto 2007

Calatrava e la comunicazione con il pubblico

Presentare un progetto al committente, ad un esame o al pubblico equivale a tirar di somma, a saltare un trampolino ed a prendersi delle responsabilità. Ecco che entra in gioco l'arte della comunicazione. O del marketing. Salve, o cittadino! Ti aprirò un cantiere faraonico sotto casa tua. Scavatrici e battipali lavoreranno incessantemente per anni, turbando i tuoi modesti sonni. Però, alla fine potrai avere... questo! Un bel render spixellato troneggiante accanto a un display con un conto alla rovescia (quanto manca alla fine del cantiere...?) fermato dopo un po' per pudore.

...è così difficile comunicare col pubblico? A chi spetta, all'architetto o all'amministrazione pubblica? ...e al pubblico, interessa veramente?

Un nuovo guest blogger di AiP, Joshua Cesa, tocca quest'argomento partendo dalla sua visita alla mostra romana di Calatrava. Leggiamo assieme:


Dopo una gitarella serale alla mostra romana dell'architetto Santiago Calatrava, aperta fino al 2 settembre 2007 presso le Scuderie del Quirinale, date le numerose perplessità – ed una certa incazzatura etica – ho pensato di render pubbliche alcune considerazioni a mio avviso non marginali. Potremmo dividere l'esposizione, per ragionarci assieme, in due sezioni: la parte prettamente artistica, vero cuore dell'esposizione, e la saletta, accessibile gratuitamente dall'atrio, dedicata alla presentazione ai cittadini della futura cittadella dello Sport dell'Università Roma Due "Tor Vergata".

Non approfondiremo molto la prima parte: l'arte risponde ad altre logiche rispetto alla critica e, soprattutto, all'analisi architettonica. Quanto esposto è un insieme affascinanti di giochi statici, legati a disegni di movimenti, organi e torsioni umane, il tutto concluso con un filmato sul lato "emozionale" dell'architettura dell'architetto spagnolo. Fin qui si è dunque nella sfera delle sensazioni e la libertà è pressoché assoluta. Il titolo dell'esposizione però recita "Dalle forme all'architettura", facendo entrare in gioco la disciplina architettonica che è in primis arte di costruire e di sopperire a necessità. Sembrerebbe che Santiago Calatrava voglia invertire il processo forzando un procedimento logico al proprio gioco (come visitatori chiedetevi se le sculture sono, a vostro avviso, conseguenti all'idea fissata sul disegno; non potrebbe essere viceversa?).

I dubbi finora sorti aumentano nella seconda sezione. La prima domanda che viene spontanea è: qual è l'obiettivo di mostrare un progetto? Esplicarne i punti cardine, render chiari dunque i fini perseguiti ed i ragionamenti che vi stanno dietro. L'allestimento di questa piccola sezione conta due plastici ben fatti (quasi sculture, dato anche il fascino delle forme proposte) ed un filmato a volo d'uccello – rapace (certe picchiate!) – in sottofondo I pini di Roma di Respighi. Totalmente assenti planimetria, sezioni, piante, dati. Non certo grave il tono con cui si espone il progetto (ormai trasversale a tutte le discipline), inconcepibile però la carenza di elaborati, che ne permetterebbero la valutazione, cosa che rende la piccola mostra di fatto inutile*.

Escludendo a priori una possibile noncuranza o la mancanza di spazio – nonostante la saletta sia risicata permetterebbe l'esposizione di molte tavole – potremmo additare la mancanza di cui sopra a due ragioni: mediocrità del progetto o presunzione di avere un pubblico inesperto.

A favore della prima ipotesi potremmo guardare all'anacronistica composizione del progetto, di littoriana memoria (non ricercata coincidenza vuole che Edoardo Salli, sul Corriere della Sera, associ il nome di Piacentini alla composizione del nuovo complesso), senza contare la mancanza di documentazione riguardo gli interventi "collaterali" (e cardine di un progetto di qualità), quali parcheggi, servizi, collegamenti col GRA.

Se invece qualche voce smentisse quanto sopra – e lo spero per Roma ed i suoi cittadini – allora sussiste un altro problema, grave male dell'architettura: la comunicazione col pubblico. Parlo di grave male in quanto se i progettisti continuano a dare elaborati omogeneizzati alla cittadinanza, invece di ricercare espedienti narrativi che stimolino il comune visitatore a capire e non subire – ma il pubblico vuol capire? –, omettendo volutamente e sistematicamente i dati fondamentali della rappresentazione architettonica – ombra forse di un elitarismo radicato? –, perpetuano dunque l'ignoranza sulla nostra disciplina già quasi sempre assente dai mezzi d'informazione, provocando così quel distacco tra ambiente professionale ed opinione pubblica che porta alla paralisi della buona architettura, a favore di quella "da copertina".

* naturalmente, per la presentazione del progetto al sindaco Walter Veltroni ed all'accondiscendente stampa, in Campidoglio, il plastico complessivo c'era...

19 agosto 2007

iRhino in fase beta




Una gradita notizia per gli "architetti" in Mac. Il famoso programma di modellazione 3D Rhinoceros continua la sua strada verso il sistema operativo di Apple e raggiunge la fase di Beta su inviti (denominata Wenatchee). Se volete testare sulla vostra pelle le potenzialità del software, dovete compilare questo form con una mail valida e poi scaricare i 28 Mb dell'applicazione da questa pagina.

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Un sentito grazie a Joshua per la segnalazione.

17 agosto 2007

Il gruppo Flickr di Valle Giulia

Sull'importanza dell'insegnamento della fotografia all'interno delle facoltà di Architettura, abbiamo già discusso. Purtroppo non riesco a trovare segni di incoraggiamento per l'immediato futuro: i corsi esistenti non sono affatto pochi e nonostante tutto stentano a coprire settori importanti come l'apprendimento di software CAD, sia a livello base che avanzato. Trovare poi i fondi per un laboratorio multimediale/fotografico accessibile agli studenti... sa molto di barzelletta.

Rimane, al solito, l'auto-learning, il fai da te! In Italia, ricordiamocelo, siamo i migliori.


Riguardo la Facoltà di Valle Giulia, è nato da poco tempo il suo gruppo su Flickr (la più grande web community di fotografia, per info consultate Wikipedia). A che serve? Facile! A scambiare idee e pareri sulla fotografia e stimolarne l'apprendimento tra gli studenti. Organizzare delle uscite fotografiche. Partecipare a dei piccoli concorsi. Tutto qui. L'indirizzo è:

http://www.flickr.com/groups/vallegiulia/

La partecipazione è aperta a tutti gli studenti, docenti ed ex-studenti.


Flickr è un'ottima risorsa per lo studente di architettura. Attraverso l'account gratuito (ne esiste anche uno pro a pagamento), il sito permette di uploadare le proprie foto con un'ottima qualità, di poterle posizionare geograficamente e soprattutto di conoscere altri utenti ugualmente appassionati. L'architettura su Flickr è ben presente e per orientarsi al meglio consiglio la consultazione di Architecture Directory, una lista di quasi tutti i gruppi attinenti alla disciplina.

Qui, su AiP, seguiremo costantemente lo sviluppo del gruppo e segnaleremo sia i concorsi, sia le migliori foto pubblicate. Il primo contest in corso riguarda la migliore foto con tema architettonico scattata durante quest'estate. Al primo posto va il software AutoCAD Revit Architecture Suite 2008 Student Version. Scadenza, 15 settembre 2007.

03 agosto 2007

Le prove per i test di ammissione ad architettura sul Cisia




Nonostante il periodo estivo inoltrato e la comprovata difficoltà a lavorare con un surriscaldato computer (nel mio caso un MacBook bistecchiera) AiP è ancora attivo, sebbene lavori a regime ridotto.

Approfitto di una breve pausa per segnalare un'altra risorsa per le aspiranti matricole ovvero il sito del Cisia, Centro Interuniversitario per l'accesso alle Scuole di Ingegneria ed Architettura. Su questo portale è possibile allenarsi con i test di ammissione, tentando e ritentando fino allo sfinimento. Per effettuare il test è necessario registrarsi come utente.

Ricordo la data fatidica dei test per le facoltà di Architettura: 3 settembre, ore 11.00.

Buono studio!