
Cosa c'è al di là dell'architettura? Cosa accade quando il confine
tra artificio e natura,che da sempre ha accompagnato questa disciplina,
inizia a farsi piu' labile nell'era informatica?
La ricerca di una risposta concreta porta Emmanuele Pilia,
studente di Architettura nella storica facoltà di Vallegiulia,
all'articolazione di discorsi volti all'analisi, alla riflessione, all'introspezione.
Lo spazio web da lui ideato e creato, che affronta principalmente la tematica
transarchitettonica nel suo terreno ancora fertile, è nato nel 2006
come frutto della convergenza di molteplici interessi, che hanno avuto
la fortuna di collidere in un momento preciso della sua formazione
ovvero quando ha assistito casualmente ad una conferenza
tenuta da Lars Spuybroek, architetto facente parte del gruppo olandese NOX.
Il suo approccio progettuale al pari degli altri transarchitetti è centrato
sulla fisicità del corpo, come sulle percezioni dei 5 sensi, ed è volta
a creare quello stratagemma illusorio che è proprio della transarchitettura.

Una realtà sempre piu presente nei progetti delle varie archistar
e di conseguenza nelle facoltà di architettura del globo.
Nonostante ciò, quando si tratta di dare un significato concreto
a questa branca dell'architettura di recente apparizione,
l'interdisciplinarietà dell'argomento porta teorici ed architetti
a lasciarsi fagocitare dai termini degli altri operatori culturali
e a fonderli nel discorso ottenendo risultati meramente aleatori
e di scarsa consistenza: da qui nasce il desiderio di ricerca e definizione
che il giovane critico propone nei suoi interventi,
a mio modesto parere attenti nell'attualità e acuti:
un approccio differente, quasi da epistemiologo.
A coronamento del sito, che si presenta con un'interfaccia grafica
sufficientemente pulita e comprensibile, una serie ben fornita di links
e utilities su architettura, arte, design, tecnologia, media/newmedia,
blogs, transumanismo.
Il consiglio è di visitarlo, ne vale la pena.


