17 marzo 2009

PEJA TransArchitecture research



Cosa c'è al di là dell'architettura? Cosa accade quando il confine
tra artificio e natura,
che da sempre ha accompagnato questa disciplina,
inizia a farsi piu' labile nell'era informatica?


La ricerca di una risposta concreta porta Emmanuele Pilia,
studente di Architettura
nella storica facoltà di Vallegiulia,
all'articolazione di discorsi volti all'analisi, alla riflessione,
all'introspezione.

Lo spazio web da lui ideato e creato, che affronta principalmente la tematica
transarchitettonica
nel suo terreno ancora fertile, è nato nel 2006
come frutto della convergenza di molteplici interessi, che hanno avuto
la fortuna di collidere in un momento preciso della sua formazione
ovvero quando ha assistito casualmente ad una conferenza
tenuta da Lars Spuybroek, architetto facente parte del gruppo olandese NOX
.

Il suo approccio progettuale al pari degli altri transarchitetti è centrato
sulla fisicità del corpo, come sulle percezioni dei 5 sensi, ed è volta
a creare quello stratagemma illusorio che è proprio della transarchitettura.


Una realtà sempre piu presente nei progetti delle varie archistar
e di conseguenza nelle facoltà di architettura del globo.

Nonostante ciò, quando si tratta di dare un significato concreto
a questa branca dell'architettura di recente apparizione,
l'interdisciplinarietà dell'argomento porta teorici ed architetti
a lasciarsi fagocitare dai termini degli altri operatori culturali
e a fonderli
nel discorso ottenendo risultati meramente aleatori
e di scarsa consistenza: da qui nasce il desiderio di ricerca e definizione
che
il giovane critico propone nei suoi interventi,
a mio modesto parere attenti nell'attualità e acuti:

un approccio differente, quasi da epistemiologo.

A coronamento del sito, che si presenta con un'interfaccia grafica
sufficientemente pulita e comprensibile, una serie ben fornita di links
e utilities su
architettura, arte, design, tecnologia, media/newmedia,
blogs, transumanismo.


Il consiglio è di visitarlo, ne vale la pena.


15 marzo 2009

Valle Giulia on Flickr. La Fotografia condivisa

"Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l'analfabeta del futuro". Walter Benjamin

Ho il piacere di annunciare l'apertura al pubblico della prima mostra fotografica del gruppo Valle Giulia Flickr, ospitata e promossa dalla Facoltà di Architettura di Valle Giulia di Roma.

L'allestimento comprende una selezione di 68 fotografie realizzate dagli studenti suddivise in 5 sezioni - contest, world, details, astrazione, tech - e un mosaico collettivo composto da oltre 800 tasselli fotografici. Un espediente, speriamo efficace, per includere quante più testimonianze del lavoro svolto dai partecipanti e per comunicare immediatamente il carattere collettivo del progetto.




Il gruppo fotografico Valle Giulia Flickr è nato con l'intenzione di promuovere la fotografia all'interno delle facoltà di architettura. In particolare, quella contenuta nel nome. Partito con pochi partecipanti, ora conta oltre 160 membri iscritti e 8 contest fotografici svolti od in corso d'opera.
Flickr invece non ha bisogno di presentazioni. Pertanto le salto e passo ad elencare le coordinate della mostra:



Valle Giulia on Flickr


Valle Giulia on Flickr
. La fotografia condivisa
dal 16 al 31 marzo 2009

presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia
Via Gramsci 53, Roma, 1° piano, corridoio Aula Magna.
Collegamenti

*contribuendo così alle spese dei contest fotografici!

11 marzo 2009

World Builder



Regista: Bruce Branit
Fotografia: Roger Branit
Software: Lightwave 3D, Adobe Photoshop e Premiere, Eyeon Digital Fusion.

04 marzo 2009

La casa per tutti



Lo scorso febbraio è stata presentata presso la fiera di Vicenza La casa per tutti, un progetto di edilizia accessibile nato per iniziativa dell'associazione Lo Spirito di Stella.
Il piccolo complesso prevede 3 unità abitative autonome e sarà destinato alle persone che, avendo riportato lesioni spinali e/o impossibilità motorie a seguito di malattie o traumi, si troveranno nella situazione transitoria successiva alla dimissione ospedaliera (per questo la realizzazione è prevista accanto all'ospedale civile).

In questa fase così delicata per il paziente che intraprende una nuova vita limitata sotto alcuni aspetti, La casa per tutti svolge un ruolo determinante facilitando, con la radicalizzata fruibilità dei suoi ambienti, il ripristino delle attività quotidiane affette dal cambiamento.


Per le famiglie, vincolate ad operare sostanziali modifiche alla casa nella quale hanno sempre vissuto, essa costituisce un concreto esempio da seguire per apportare queste migliorie sotto il punto di vista dell'accessibilità.
La possibilità di realizzare questo esperimento, sviluppato dall'architetto Alberto Sabbadin è stata possibile grazie ai finanziamenti ricevuti dalla fondazione CARIVERONA, al Comune di Bassano del Grappa, che ha concesso il terreno.
L'iniziativa non finisce qui: il programma prevede la presentazione di questo progetto pilota in scuole e università, con il fine di sensibilizzare futuri progettisti e non ad un tema di grande attualità ed importanza che, laddove perseguito aggiunge un plusvalore fondamentale e sempre più richiesto al manufatto architettonico contemporaneo.

Per approfondire